{"id":10549,"date":"2021-04-21T13:08:15","date_gmt":"2021-04-21T13:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10549"},"modified":"2021-09-05T01:59:18","modified_gmt":"2021-09-05T01:59:18","slug":"la-sinistra-svizzera-divisa-sui-rapporti-con-lue-laccordo-quadro-e-indispensabile-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10549","title":{"rendered":"La sinistra svizzera divisa sui rapporti con l\u2019UE: l\u2019accordo quadro \u00e8 indispensabile?"},"content":{"rendered":"\n<p>Da ormai diversi anni, l\u2019accordo quadro tra Svizzera ed Unione Europea tiene banco a Berna e a Bruxelles, con un tira e molla diplomatico che ha portato ad un vero e proprio stallo negoziale ed al siluramento del capo-negoziatore <strong>Roberto Balzaretti<\/strong> (rimpiazzato lo scorso ottobre da Livia Leu). Tale rimpasto ai vertici della delegazione elvetica non ha per\u00f2 sbloccato la situazione: in quello che sembra un ultimo disperato tentativo di ottenere qualche concessione dell\u2019UE e salvare dunque l\u2019intesa, il presidente della Confederazione <strong>Guy Parmelin<\/strong> si recher\u00e0 venerd\u00ec a Bruxelles per incontrare la presidente della Commissione UE <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>. In vista di questo nuovo appuntamento, la sinistra svizzera \u00e8 ritornata a discutere dell\u2019accordo quadro, confermando l\u2019importanza della questione europea nel dibattito politico elvetico: gi\u00e0 lo scorso anno avevamo visto la sinistra dividersi sul tema dei bilaterali, con posizioni molto diverse fra loro (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9092\">leggi qui<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un accordo istituzionale contestato sia a destra che a sinistra<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Cosa prevede l\u2019accordo quadro in via di negoziazione tra il governo svizzero e l\u2019Unione europea? Esso mira a consolidare la via bilaterale e l\u2019accesso al mercato interno dell\u2019UE, attraverso il principio della \u201cripresa dinamica\u201d del diritto europeo da parte della Svizzera e un meccanismo di risoluzione delle controversie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo quadro \u00e8 contestato sia dalla destra che dalla sinistra elvetiche a causa di 4 elementi controversi. Innanzitutto, la protezione dei salari: l\u2019UE vorrebbe ridurre il margine di notifica delle imprese straniere che operano in Svizzera, rendendo pi\u00f9 difficili i controlli sui posti di lavoro, sopprimendo inoltre il deposito di una garanzia in caso di contestazione dei salari. In secondo luogo, a far discutere sono i cosiddetti \u201caiuti di Stato\u201d: le norme europee per la tutela della concorrenza rischiano di impedire il sostegno pubblico ad imprese strategiche come le banche cantonali, le aziende elettriche e dei trasporti, ecc. In terzo luogo, la destra nazionalista si oppone fermamente all\u2019estensione della \u201ccittadinanza europea\u201d: secondo l\u2019UE, i lavoratori stranieri in Svizzera dovrebbero poter beneficiare del sistema sociale elvetico e non potrebbero essere espulsi in caso commettessero dei delitti. Infine, \u00e8 il sistema di risoluzione delle controversie ad attirare numerose critiche: in caso di contrasto fra diritto elvetico ed europeo, sono previste vari organismi di conciliazione, ma per l\u2019UE il tribunale di ultima istanza dovrebbe essere la Corte di giustizia europea. Da qui l\u2019accusa di voler trasformare la Svizzera in una &#8220;colonia&#8221; europea, privata di sovranit\u00e0 e dei suoi diritti fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20191007141209945.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"644\" height=\"428\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20191007141209945.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10556\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20191007141209945.jpeg 644w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20191007141209945-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20191007141209945-480x319.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><\/a><figcaption><em>Per l&#8217;ex-presidente socialista Levrat, un ritiro dall&#8217;accordo &#8220;non sarebbe la fine del mondo&#8221;.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Partito Socialista rimette in discussione il suo europeismo<\/strong>?<\/h3>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 lo scorso autunno, quando lo stallo delle negoziazioni era ormai evidente, il presidente uscente del Partito socialista svizzero (PSS) <strong>Christian Levrat<\/strong> aveva dichiarato che un ritiro dall\u2019accordo quadro \u201c<em>non sarebbe la fine del mondo<\/em>\u201d (<a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/fre\/l-euphorie-du-ps-pour-l-europe-s-est-envol%C3%A9e-selon-christian-levrat\/46075300\">leggi qui<\/a>). Una dichiarazione decisamente sorprendente, visto l\u2019europeismo dilagante tra le fila della socialdemocrazia elvetica! Eppure, secondo Levrat, \u201c<em>l\u2019euforia del PS per l\u2019Europa si \u00e8 ormai dissipata<\/em>\u201d: a suo dire, il PS resta \u201cun partito europeo\u201d, di principio favorevole ad un accordo quadro con l\u2019UE, ma solo a condizione di aver ottenuto garanzie sufficienti in campo sociale ed economico. Garanzie che, come dimostra lo stallo attuale, la commissione UE non sembra affatto disposta a concedere: vi \u00e8 dunque da chiedersi quale sar\u00e0 la direzione che verr\u00e0 impressa dai nuovi co-presidenti <strong>Cedric Wermuth<\/strong> e <strong>Mattea Meyer<\/strong>, che hanno dichiarato di allinearsi alla posizione di Levrat ma che sono finora rimasti silenti sulla ripresa dei negoziati\u2026<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per i Verdi, \u201cun fallimento delle trattative sarebbe disastroso\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Di segno opposto la reazione dei Verdi, spesso identificati come forza di rinnovamento e ricostruzione della sinistra (in Svizzera come nel mondo), ma che hanno gi\u00e0 avuto modo di dimostrare la propria ambivalenza anche in altri ambiti \u2013 come quello del sostegno sociale alle vittime della pandemia (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=8888\">leggi qui<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10558\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y-300x150.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y-768x384.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y-1020x510.jpeg 1020w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y-480x240.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/1423520_artdetailbig_1upyX6_vAx36y-1000x500.jpeg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Il partito ecologista guidato da Balthasar Gl\u00e4ttli ha da tempo imboccato la via dell&#8217;europeismo.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In una dichiarazione diffusa alla fine della scorsa settimana (<a href=\"https:\/\/verts.ch\/communiques\/accord-cadre-un-bon-voisinage-requiert-des-regles-fiables\">leggi qui<\/a>), la direzione dei Verdi ha affermato che \u201c<em>un fallimento (delle trattative, ndr) avrebbe delle conseguenze disastrose per l\u2019Unione europea, ma anche per la Svizzera<\/em>\u201d. Gli ecologisti domandano dunque al Consiglio federale di proseguire i negoziati, richiedendo dei \u201cchiarimenti\u201d sugli aiuti di Stato e la protezione dei salari e liberando immediatamente il contributo di coesione \u2013 attualmente bloccato a causa del mancato riconoscimento dell\u2019equivalenza borsistica alla Svizzera (uno dei tanti addentellati di questo stallo negoziale). In poche parole, per i Verdi basterebbero dei semplici \u201cchiarimenti\u201d ed anzi, occorrerebbe anche rinunciare ad uno dei pochi strumenti di pressione ancora a disposizione del governo elvetico! Non c\u2019\u00e8 che dire, se il PSS sta quantomeno rimettendo in discussione l\u2019europeismo acritico che lo ha contraddistinto per gli ultimi vent\u2019anni, l\u2019Unione europea ha gi\u00e0 trovato una nuova rappresentanza politica nei Verdi svizzeri, che non esitano \u2013 guarda caso \u2013 a rivendicare l\u2019identit\u00e0 di \u201cpartito europeo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019USS si oppone ad un accordo senza condizioni: meglio i bilaterali!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Una ben pi\u00f9 dura e chiara presa di posizione \u00e8 stata invece espressa dall\u2019Unione sindacale svizzera (USS). In un\u2019intervista al quotidiano romando <em>24heures<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.24heures.ch\/la-suisse-na-pas-de-raison-de-partir-perdante-176320871300\">leggi qui<\/a>), il presidente dell\u2019USS <strong>Pierre-Yves Maillard<\/strong> ha dichiarato che \u201c<em>i negoziatori elvetici hanno oltrepassato il loro mandato entrando in materia di protezione dei salari e di servizio pubblico<\/em>\u201d: poich\u00e9 l\u2019accordo-quadro si basa sulla ripresa del diritto europeo da parte della Svizzera e che in questi ambiti \u201cvitali\u201d le nostre realt\u00e0 sono differenti, \u201c<em>non possiamo accettarlo<\/em>\u201d. Maillard ricorda in proposito come la Corte di giustizia europea, che dovrebbe divenire tribunale di ultima istanza, si sia gi\u00e0 pronunciata pi\u00f9 volte contro le legislazioni nazionali anti-dumping salariale in favore della \u201clibera concorrenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"448\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10559\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535.jpeg 800w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535-768x430.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/362528535-480x269.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption><em>Il presidente USS Maillard \u00e8 stato chiaro: a queste condizioni, l&#8217;accordo non pu\u00f2 essere concluso.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Che fare dunque? Per Maillard, \u201c<em>la logica bilaterale ha un futuro<\/em>\u201d: a suo avviso, sia l\u2019UE che la Svizzera ne hanno tratto profitto ed essa pu\u00f2 dunque continuare a costituire la base delle nostre relazioni. Secondo il sindacalista, occorre invece evitare di \u201c<em>negoziare con la paura di far arrabbiare il nostro partner, anche quando la nostra posizione \u00e8 legittima: allora tanto varrebbe domandare all\u2019UE di stabilire le sue condizioni e firmare senza brontolare\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per i comunisti, \u201cl\u2019accordo quadro va abbandonato, apriamoci invece ai BRICS!\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Netta infine la reazione del Partito Comunista svizzero, da sempre schierato contro l\u2019adesione della Confederazione all\u2019Unione europea, ma anche contro le forme di subalternit\u00e0 politica ed economica sviluppate negli ultimi anni. Gi\u00e0 nel 2015, a un anno dall\u2019approvazione dell\u2019iniziativa popolare \u201ccontro l\u2019immigrazione di massa\u201d che aveva incrinato i rapporti con l\u2019UE, il segretario politico del PC <strong>Massimiliano Ay<\/strong> aveva dichiarato a questo portale che \u201c<em>non vi \u00e8 solo l\u2019UE con cui dialogare: la Svizzera non pu\u00f2 chiudersi a riccio non avendo materie prime, ma pu\u00f2 scegliersi i partner! Io suggerisco di intensificare la cooperazione con le economie emergenti dei cosiddetti paesi BRICS e l\u2019Eurasia<\/em>\u201d (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3772\">leggi qui<\/a>). Impostazione, questa, che il Partito Comunista ha poi sistematizzato l&#8217;anno successivo durante il suo 23\u00b0 Congresso, che ha sancito di intensificare le sue stesse relazioni con la sinistra dei paesi emergenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10533\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-768x511.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari-751x500.jpeg 751w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Lea-Ferrari.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>La deputata comunista Lea Ferrari \u00e8 categorica: &#8220;l&#8217;accordo mette in pericolo il servizio pubblico!&#8221;.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019opposizione del PC all\u2019accordo quadro \u00e8 dunque nota da tempo (<a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4260\">leggi qui<\/a>). Per un commento alla ripresa delle trattative abbiamo contattato la deputata comunista <strong>Lea Ferrari<\/strong>, membro del comitato dell\u2019Associazione per la difesa del servizio pubblico: \u201c<em>le norme svizzere a tutela dei salari e del servizio pubblico, bench\u00e9 ancora largamente insufficienti, non possono essere sacrificate sull\u2019altare dell\u2019accesso al mercato europeo! Esse vanno anzi estese, in favore di un\u2019economia ad alto valore aggiunto basata su una programmazione pubblica e sulla valorizzazione dei lavoratori<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ormai diversi anni, l\u2019accordo quadro tra Svizzera ed Unione Europea tiene banco a Berna e a Bruxelles, con un tira e molla diplomatico che ha portato ad un vero e proprio stallo negoziale ed al siluramento del capo-negoziatore Roberto Balzaretti (rimpiazzato lo scorso ottobre da Livia Leu). Tale rimpasto ai vertici della delegazione elvetica non ha per\u00f2 sbloccato la situazione: in quello che sembra un ultimo disperato tentativo di ottenere qualche concessione dell\u2019UE e salvare dunque l\u2019intesa, il presidente della Confederazione Guy Parmelin si recher\u00e0 venerd\u00ec a Bruxelles per incontrare la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10555,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,4,3],"tags":[],"coauthors":[259],"class_list":["post-10549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-esteri","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10549"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11799,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10549\/revisions\/11799"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10549"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=10549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}