{"id":10370,"date":"2021-04-09T10:56:35","date_gmt":"2021-04-09T10:56:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10370"},"modified":"2021-05-03T11:48:36","modified_gmt":"2021-05-03T11:48:36","slug":"dietro-al-miglioramento-della-scuola-ticinese-la-strategia-dei-comunisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10370","title":{"rendered":"Dietro al miglioramento della scuola ticinese &#8230;la strategia dei comunisti"},"content":{"rendered":"\n<p>Quello della scuola pubblica \u00e8 sempre un tema che appassiona, soprattutto a sinistra. E in Ticino ultimamente anche il parlamento \u00e8 stato chiamato ad affrontare pi\u00f9 volte questioni relative al diritto allo studio e alla logistica scolastica. L\u2019intraprendenza del ministro dell\u2019istruzione, il socialista <strong>Manuele Bertoli<\/strong>, \u00e8 per\u00f2 spesso dovuta anche alle spinte che arrivano da una forza politica ancora relativamente piccola che ha tuttavia dimostrato di saper incidere con competenza e rigore in questo ambito: il Partito Comunista, che gestisce con disciplina <em>leninista<\/em> il rapporto dialettico fra proposta politica in parlamento ed azione sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>S\u00ec all\u2019edilizia scolastica, no alle \u201cbaraccopoli\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ultima vittoria in ordine di tempo \u00e8 stato il credito di 56 milioni di franchi stanziato dal Gran Consiglio ticinese a fine gennaio 2021 a favore delle infrastrutture scolastiche (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9914\">leggi qui<\/a>): un contributo importante per affrontare i problemi di edilizia scolastica. Il granconsigliere del PC <strong>Massimiliano Ay<\/strong> ci spiega: \u201ccome comunisti \u2013 sia nel movimento studentesco sia in parlamento \u2013 abbiamo sempre posto l\u2019edilizia scolastica fra le nostre priorit\u00e0 e, dopo tanti anni di lotte, si stanno finalmente raccogliendo i frutti\u201d. Per arrivare sin qui, effettivamente, il percorso \u00e8 stato lungo e ha sempre visto in prima linea proprio gli studenti membri e simpatizzanti del Partito Comunista, i quali hanno insistito per porre la questione all\u2019ordine del giorno sia nelle varie assemblee scolastiche di sede cui partecipavano, sia sul piano cantonale nelle riunioni del sindacato studentesco SISA. Come avevamo ricordato in <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1602\">questo articolo<\/a>, nel 2012 fu dichiarato lo sciopero studentesco a Chiasso: la scuola professionale locale cadeva letteralmente a pezzi e gli allievi erano costretti a fare lezione all\u2019interno di quello che, di fatto, era un cantiere. L\u2019unica organizzazione politica di sinistra a prendere esplicita posizione allora a favore degli studenti fu proprio il Partito Comunista. Ancora nel 2014 e nel 2015, quando il conflitto si trasfer\u00ec a Lugano, troviamo esponenti della Giovent\u00f9 Comunista a tematizzare il problema delle \u201cbaraccopoli\u201d erette per sopperire alle carenze strutturali di aule. L\u2019anno successivo, finalmente, partiva il Masterplan per l\u2019edilizia scolastica che prevede ingenti investimenti milionari dal 2015 al 2031 per risolvere la situazione. Nel 2017 il Partito Comunista in parlamento incalzava per\u00f2 ancora il governo di fronte ad alcuni ritardi nella realizzazione delle opere, fino alla soddisfazione odierna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10418\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview.jpeg 1000w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview-300x192.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview-768x492.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview-480x307.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lic4_preview-781x500.jpeg 781w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption><em>A Lugano, i limiti dell&#8217;infrastruttura scolastica sono stati per anni risolti&#8230; con le baracche.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Abolizione del numerus clausus ai corsi passerella<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Un altro importante risultato del lavoro del Partito Comunista nella politica scolastica \u00e8 arrivato nel giugno 2020, quando il parlamento ticinese rinunci\u00f2 alla selezione in entrata tramite numerus clausus ai corsi passerella presso il Liceo di Bellinzona: in pratica chi dispone di un attestato di maturit\u00e0 professionale potr\u00e0 adesso accedere agli esami che, se superati, gli apriranno le porte agli studi accademici. La decisione del Gran Consiglio derivava direttamente da una mozione comunista orientata a garantire maggiore diritto allo studio per la classe lavoratrice e che seguiva una prima interrogazione che aveva spinto il Consiglio di Stato a concedere un \u201ccontentino\u201d ai comunisti raddoppiando i posti disponibili per i corsisti. Il deputato Massimiliano Ay, scontento, rispose che occorreva \u201cpromuovere ancora di pi\u00f9 questo percorso formativo, sia per una questione di diritto allo studio che rimedia alle differenze sociali, sia perch\u00e9 esso valorizza una formazione pi\u00f9 ricca e articolata per chi gi\u00e0 dispone di competenze professionali\u201d: il blocco alle iscrizioni aveva portato a respingere fino al 70% dei giovani che presentavano domanda: un\u2019ingiustizia che andava sanata! Detto fatto: il 16 ottobre 2017 il Partito Comunista depositava formalmente l\u2019atto parlamentare per porre definitivamente fine al numerus clausus, incassando fin da subito il sostegno anche della Lega dei Ticinesi e raccogliendo poi l\u2019OK finale da praticamente tutte le forze politiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Obbligatoriet\u00e0 scolastica fino a 18 anni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Quello dell\u2019obbligatoriet\u00e0 scolastica fino alla maggiore et\u00e0 era uno dei cavalli di battaglia di <strong>Oliviero Diliberto<\/strong>, allora parlamentare del Partito dei Comunisti Italiani a Roma e ripresa anni dopo dai comunisti svizzeri nel nostro Gran Consiglio sulla scorta dell\u2019<em>input<\/em> fornito da un\u2019analoga esperienza nel Canton Ginevra. A fine 2018 viene depositata a Bellinzona un\u2019interrogazione che invita il governo cantonale a intensificare la lotta contro il fenomeno dell\u2019abbandono scolastico, definito una \u201cpiaga sociale\u201d dal Partito Comunista, a cui segue \u2013 durante il dibattito sul Preventivo 2019 \u2013 la richiesta <em>ex abrupto<\/em> di Massimiliano Ay di agire su questo fronte. A tutto ci\u00f2 segue a ritmo incalzante una mozione per riportare sui banchi i ragazzi che sfuggono dai radar della scuola: la proposta ottiene sui media persino il plauso del giudice dei minorenni e lo stesso ministro se ne far\u00e0 portavoce. Alla fine \u2013 proprio nel giorno del 97\u00b0 compleanno di un grande educatore come <strong>don Lorenzo Milani<\/strong> \u2013 il parlamento opta per un compromesso: i giovani non saranno costretti a stare per forza dietro i banchi fino a 18 anni, ma saranno riconosciute anche attivit\u00e0 formative pi\u00f9 \u201cinformali\u201d. Il Partito Comunista, votando a favore delle riforma da lui fortemente caldeggiata, ha chiesto al Dipartimento dell\u2019Educazione molta severit\u00e0 per\u00f2 nei controlli, affinch\u00e9 le attivit\u00e0 non prettamente scolastiche non si trasformino in \u201cescamotage che posticipano il problema a dopo la maggiore et\u00e0\u201d fomentando magari il fenomeno delle aziende di <em>coaching<\/em> che \u2013 continuano i comunisti \u2013 \u201crischia di tramutarsi in una subdola forma di privatizzazione del sostegno ai giovani in difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"446\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10421\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e.jpeg 1000w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e-300x134.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e-768x343.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/l_-lugano-protezione-quarantena-scuole-casi-coronavirus-compagni-classe-mh8e-480x214.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le giornate autogestite sono un diritto!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Passata un po\u2019 in sordina \u00e8 stata la decisione dell\u2019estate scorsa, quando il Gran Consiglio accolse il suggerimento del Partito Comunista di rendere le giornate culturali autogestite nei licei di fatto un diritto riconosciuto. Contro il parere dell\u2019UDC, allergica anche solo alla parola \u201cautogestione\u201d, i comunisti erano riusciti a costruire intorno a s\u00e9 il consenso anche dei liberali-radicali e dei leghisti, oltre che di ecologisti e socialisti affinch\u00e9 fosse garantita una base legale per organizzare le giornate culturali nelle scuole superiori, le quali \u2013 a detta di <strong>Luca Frei<\/strong>, coordinatore della Giovent\u00f9 Comunista \u2013 \u201cda 20 anni favoriscono la responsabilizzazione degli studenti e un\u2019offerta culturale dal basso\u201d. In alcune sedi, infatti, le direzioni scolastiche tendevano a frenare l\u2019organizzazione autonoma di tali eventi: ora gli allievi potranno invece far valere i propori diritti. Lo conferma anche il sindacalista studentesco <strong>Rudi Alves<\/strong>: \u201c\u00e8 un\u2019importante vittoria per il SISA: le direzioni scolastiche non potranno pi\u00f9 ostacolare gli studenti, trincerandosi dietro alle varie scuse cui siamo abituati, e dovranno invece sostenerli nell\u2019organizzazione delle due giornate autogestite ormai garantite dai regolamenti\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bertoli: \u00abla sociologia \u00e8 vietata da Berna\u00bb ma il PC insiste!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Un altro capitolo nel processo di riforma migliorativa della scuola pubblica viene scritto nel gennaio 2021: a larghissima maggioranza il Gran Consiglio accoglie, anche se solo parzialmente, la mozione del Partito Comunista che chiedeva di introdurre una nuova opzione specifica (OS) in ambito umanistico nei licei ticinesi. Al Liceo Cantonale di Locarno sar\u00e0 cos\u00ec presto realt\u00e0 un\u2019opzione specifica di filosofia, pedagogia e psicologia, la quale era s\u00ec gi\u00e0 garantita a livello federale ma non era ancora offerta negli istituti del Canton Ticino. Mentre i comunisti volevano introdurre pure un modulo di sociologia nell\u2019opzione specifica, il Consigliere di Stato Bertoli ha rifiutato poich\u00e9, a detta sua, ci\u00f2 sarebbe ostacolato a livello nazionale; tesi contestata in aula da Ay secondo cui un tale divieto non sussiterebbe. Il parlamento ha infine seguito s\u00ec Bertoli, ma ha pure concesso che alla nuova OS venisse aggiunta l\u2019offerta di un corso facoltativo di sociologia. La deputata del PC <strong>Lea Ferrari<\/strong> da noi interpellata spiega: \u201cla nuova offerta didattica risulter\u00e0 importante per connettere i saperi pedagogici, psicologici, e anche filosofici alle dinamiche concrete della societ\u00e0 contemporanea. I fenomeni educativi e psichici, come i sistemi di pensiero, si producono infatti con un\u2019interazione reciproca con i sistemi economici e sociali\u201d. Ed \u00e8 proprio nel nome dell\u2019interdisciplinariet\u00e0 che il Partito Comunista attraverso i suoi due deputati aveva chiesto e ora ottenuto che la sociologia trovasse il suo posto all\u2019interno del percorso liceale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10423\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-2048x1365.jpeg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/MG_6247-750x500.jpeg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Lo spezzone del sindacato studentesco al corteo del 1\u00b0 maggio del 2019 a Locarno.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Unire tutti gli studenti nel sindacato senza distinzioni di partito<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dietro a molte di queste proposte che il Partito Comunista ha formalizzato in ambito istituzionale, c\u2019\u00e8 spesso per\u00f2 anche un lavoro costante dei pi\u00f9 giovani fra i loro simpatizzanti sul territorio, a stretto contatto coi bisogni delle nuove generazioni, in quella che \u00e8 l\u2019organizzazione studentesca ormai fra le pi\u00f9 longeve e, nel contempo, fra le pi\u00f9 innovative del Canton Ticino: stiamo parlando del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). Fondato durante le vacanze estive del 2003 da <strong>Nicola Barenco<\/strong>, Massimiliano Ay, <strong>Roy Rigassi<\/strong>, <strong>Tessa Nerini<\/strong> e un manipolo di altri ragazzi, oggi il SISA \u00e8 un protagonista stabile e riconosciuto del dibattito politico-sindacale ticinese, non solo in ambito scolastico ma in generale per tutto quanto \u00e8 relativo al protagonismo giovanile; basti pensare al ruolo pionieristico avuto nell\u2019organizzare i primi scioperi per il clima nel 2019. Consultare regolarmente il SISA e appoggiarne le rivendicazioni \u00e8 un elemento che caratterizza l\u2019attuale gruppo dirigente del Partito Comunista. Ce lo conferma anche <strong>Zeno Casella<\/strong> che da poco ha lasciato la <em>leadership<\/em> del SISA per assumere incarichi di vertice proprio nel PC: \u201cCon una scelta risalente a una decina di anni fa, il Partito Comunista ha puntato moltissimo sui giovani e ha deciso di offrire con generosit\u00e0 il meglio delle proprie forze militanti per sviluppare \u2013 senza fare distinguo partitici \u2013 un movimento degli studenti che fosse il pi\u00f9 ampio possibile\u201d. E i risultati si vedono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello della scuola pubblica \u00e8 sempre un tema che appassiona, soprattutto a sinistra. E in Ticino ultimamente anche il parlamento \u00e8 stato chiamato ad affrontare pi\u00f9 volte questioni relative al diritto allo studio e alla logistica scolastica. 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