{"id":10116,"date":"2021-03-10T09:23:16","date_gmt":"2021-03-10T09:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10116"},"modified":"2021-03-10T16:56:24","modified_gmt":"2021-03-10T16:56:24","slug":"le-brutte-intenzioni-la-maleducazione-la-vostra-brutta-figura-dellaltra-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10116","title":{"rendered":"Le brutte intenzioni, la maleducazione, la vostra brutta figura dell&#8217;altra sera"},"content":{"rendered":"\n<p>Le righe che seguono non sono un commento fuori tempo all\u2019ormai famosa querelle della scorsa rassegna canora sanremese. L\u2019intento, ironico, \u00e8 richiamare alcune delle possibili reazioni di fronte alla notizia del \u201cfestino\u201d organizzato in una scuola media a Locarno da un influencer e alcuni suoi seguaci, tra cui un docente dell\u2019istituto.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la scelta \u00e8 quella di non riportare nomi, per evitare forme di pubblicit\u00e0 a chi ne vive, la volont\u00e0 \u00e8 quella di provare ad andare oltre l\u2019evento in s\u00e9, facendo un passo indietro dai giudizi espressi nel titolo, per tentare di definire il brodo di coltura in cui si produce e legittima questo tipo di comportamenti. Ridurli sbrigativamente a casi isolati \u2013 prassi diffusa in Ticino rispetto agli abusi sul lavoro, e pi\u00f9 in generale ai fenomeni sociali problematici di cui non ci si vuole occupare per non alterare comodi equilibri \u2013 non permetterebbe di problematizzare quanto avvenuto. L\u2019intento di chi scrive \u00e8 farlo con un\u2019ottica educativa: questi soggetti e le loro azioni, infatti, costituiscono uno dei possibili modelli a cui attingere da parte dei giovani (e non), fornendo orientamenti culturali e comportamenti praticabili. La frase pronunciata in uno dei video, \u201cpotrete dire di essere anche voi come me\u201d, non fa che confermare questo intento. Si tratta di un modello classista \u2013 in questo caso rozzo, edonistico e chiassoso, volto a mostrare che chi ha \u201cventi kappa di delivery\u201d pu\u00f2 \u201csbocciare\u201d dove e quando gli pare roba buona, magari condita con qualche pista (non da ballo) \u2013 che si iscrive nel modello egemone del successo economico facile (favorito dal capitale economico di partenza e dagli agganci poco limpidi), delle feste nelle discoteche in Costa Smeralda in barba alla pandemia, della speculazione economica, finanziaria e mediatica. Si tratta di relazioni di classe \u2013 tra sfruttatori e sfruttati, tra privilegiati e oppressi, tra chi ostenta il \u201cgodersi la vita\u201d e chi subisce, coltivando spesso un senso di rivalsa individuale e non collettivo \u2013 che si esprimono ogni giorno in un mondo capitalista e postdemocratico dove il valore principe \u00e8 quello del denaro che tutto pu\u00f2 comprare: i beni, le persone, l\u2019impunit\u00e0 giuridica, i forfait fiscali (per chi \u201cviene a spendere\u201d), i gruppi mediatici, le stesse occasioni di successo. Una realt\u00e0 dove non stona troppo affermare \u201cmi sono comprato la scuola\u201d e \u201ca scuola non vi hanno insegnato un cazzo\u201d, richiamando rozzamente quegli imprenditori poveri di impresa che si vantano di avere schiere di laureati alle proprie dipendenze che perseguono la propria \u2018vision\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>La rilevanza dell\u2019evento non risiede nel festino in s\u00e9, ma nel fatto che esso si sia svolto in una scuola. Non si tratta di affittare una discoteca, un fantomatico priv\u00e9, un supermercato (come altri noti influencer) o, ancora, di esibire il pacchiano lusso delle abitazioni (Scarface docet). La trasgressione sta nell\u2019impossessarsi di uno spazio pubblico e luogo educativo (da non confondersi con forme di ribellione studentesca e di occupazione degli spazi su basi politiche o aggregative), con la totale subalternit\u00e0 culturale di soggetti che sono professionalmente deputati a formare le nuove generazioni \u2013 aspetto che rimarca l\u2019illusorio primato educativo e la fragile e parziale autonomia dei sistemi di istruzione formale \u2013. Si tratta della violazione di quella scuola pubblica che si vuole democratica, frutto instabile del compromesso tra esigenze  produttive e conflitto sociale, che da decenni \u00e8 sotto attacco anche da parte di un mondo economico perbene, beneducato e che si presenta come animato da \u201cbuone intenzioni\u201d nel rendere la scuola al passo con i tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se resta opportuno evidenziare le differenze tra varie forme di successo economico, non si pu\u00f2 neanche pensare che si tratti di casi isolati tra di loro. Sono forme diverse dello stesso mondo neoliberale, dove vigono il primato del guadagno ma la simmetria dei sacrifici nei tagli alla scuola, dove si premiano \u201cquelli che ce la fanno\u201d, perch\u00e9 \u201cmeritevoli\u201d, e si lasciano indietro \u201cquelli che non ce la fanno\u201d, colpevoli della loro condizione. Un mondo dove \u00e8 normale pagare in media il venti per cento in meno le donne, e lo \u00e8 altres\u00ec urlare \u201cviva la figa\u201d (forma di \u201cmaleducazione\u201d in fondo ancora ridancianamente tollerata), o scrivere nelle storie social \u201ci tuoi lividi, il mio orgoglio\u201d, alludendo a un salto \u201cqualitativo\u201d da un sessismo \u201cbenevolo\u201d a uno \u201costile\u201d e violento (per riprendere una definizione della professoressa Volpato), ancorato a una concezione dell\u2019altro come oggetto da possedere e sfruttare a proprio piacimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mondo della scuola e ai soggetti che auspicano una democrazia non solo formale, ma anche sostanziale, oltre a una pur legittima censura giuridica e morale verso questo tipo di comportamenti, non resta quindi che mettere in discussione proprio gli stessi fondamenti \u201cdemocratici\u201d, pensandosi non solo e non tanto al passo con i tempi, ma anche e soprattutto come in grado di smarcarsi da essi, e di prendere posizione per tentare di far prendere alla contemporaneit\u00e0 una direzione diversa.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p><em>Questo articolo, apparso sull&#8217;edizione di ieri del quotidiano <\/em>LaRegione<em>, \u00e8 stato ripreso su sinistra.ch con il consenso dell&#8217;autore.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le righe che seguono non sono un commento fuori tempo all\u2019ormai famosa querelle della scorsa rassegna canora sanremese. 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