A causa degli USA la guerra in Siria continuerà…

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Gli Stati Uniti vogliono controllare il flusso delle risorse energetiche e determinare le quote di potere economico e politico degli stati di tutto il Medioriente, ma anche della Russia e della Turchia, inferocite per questo palese attacco alla loro sovranità nazionale e contrarie all’occupazione statunitense dei pozzi siriani, praticata fino a ieri con la copertura dei curdi.

L’obiettivo è quello di impedire alla Siria di Assad di essere libera e indipendente e all’Iran di portare a termine quel gasdotto utile per rifornire gli europei che è stato bloccato nel 2011 dalla guerra con la quale gli statunitensi hanno cercato di portare al potere in Siria gli integralisti islamici, contro i quali si sono schierati solo quando è stato chiaro che la guerra stessa, grazie a siriani, russi, iraniani ed Hezbollah, non sarebbe potuta essere vinta dai cosiddetti “oppositori” di Assad.

Il grande gioco del gas cipriota – come ricorda Alberto Negri – si inserisce sul progetto di gasdotto East-Med firmato con un Memorandum del 2017 tra Israele, Italia, Grecia e Cipro. Se realizzato l’East-Med, lungo 2.200 chilometri, porterà sui mercati europei il gas egiziano del giacimento di Zhor ma anche quello dei pozzi offshore israeliani di Leviathan e Tamar. Gli Stati Uniti vogliono che l’Europa non comperi gas e petrolio da Siria, Iran, Russia e Turchia, ma dai suoi alleati nella regione, in primis Arabia Saudita e Israele.

La guerra quindi continuerà e l’imperialismo è una evidente realtà per chiunque voglia leggere i fatti nella loro concretezza e non crogiolarsi nelle favole della propaganda occidentale, proprio per questo il presidente Assad ha rilasciato una intervistata in cui ha ribadito che Trump almeno è trasparente, vuole il petrolio, mentre altri presidenti statunitensi, a partire da Obama, prendono il premio Nobel per la pace ma non sono altro che criminali appoggiati dalle lobby. Tutto sembra dimostrare, insomma, che Russia, Siria e – anche se può apparire strano – persino Turchia cercano di promuovere la pace, il sistema speculativo statunitense invece vuole la guerra.

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