I socialisti siriani: “gli agenti di Washington non avranno alcuno spazio in Siria!”

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Proprio mentre la Turchia aveva iniziato le operazioni militari nel nord della Siria ai danni delle organizzazioni separatiste curde che occupano la regione del cosiddetto “Rojava”, e mentre di rimando il governo siriano ufficialmente condanna l’intervento di Ankara in quanto lesivo della sua sovranità territoriale; ecco che il Partito Socialista Arabo Siriano – che è forza egemone proprio nel governo siriano – definisce i curdi dei “separatisti che tradiscono il loro paese”.

A esprimersi in questi termini è stato il vice-ministro degli affari esteri della Repubblica Araba Siriana, Faisal Mikdat, rispondendo picche all’offerta russa di incontrarsi con le milizie curde delle cosiddette Forza Democratiche Siriane (FDS). Stando all’alto dignitario socialista, che ha incontrato i giornalisti a Damasco: “non ci impegneremo in un dialogo con questi ostaggi di potenze straniere. Gli agenti di Washington non avranno alcuno spazio sul territorio della Siria”!

Solo alcuni giorni fa lo stesso Mikdat aveva fatto appello ai civili siriani di etnia curda di abbandonare le strutture secessioniste e di “tornare nell’abbraccio della patria siriana” prima di “finire negli abissi” (riferendosi all’allora imminente attacco turco). Un appello evidentemente finito nel vuoto: i movimenti separatisti curdi sembrano infatti ancora oggi schierati con gli Stati Uniti e Israele come all’inizio della crisi siriana nell’intento di balcanizzare la Repubblica araba e di rovesciare il governo socialista di Damasco.

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