No all’ampliamento della flotta aerea svizzera!

in Editoriali/Opinione/Ticino e Svizzera di
Nel 2014 il popolo aveva bocciato la proposta di acquisto degli aerei da combattimento Gripen per oltre 3 miliardi di franchi. Dopo cinque anni, ecco un nuovo progetto. Questa volta si tratta di ben 6 miliardi per l’acquisto di aerei da combattimento, il cui modello non è però stato specificato.

Come Gioventù Comunista ci siamo sempre schierati contro l’idea di ampliare l’armamento dell’esercito, già di per sé sovradimensionato. Nel 2014, siamo stati in prima linea nel Comitato dei Giovani contro i Gripen e, questa volta, non saremo da meno. 

Innanzitutto, questa proposta d’acquisto ci sembra decisamente spropositata, ancor più per il fatto che la proposta del 2014 che prevedeva la metà della spesa era stata bocciata dal popolo. Inoltre, la flotta aerea svizzera dispone già di una trentina di aerei F/A-18. Un numero elevato se si pensa ai 18 aerei che possiedono gli austriaci. Al giorno d’oggi, con il mutamento delle forme dei conflitti, la corsa al riarmo non è più un modo per garantire la sicurezza dei cittadini. Anzi, è controproducente in quanto può solamente inasprire le tensioni internazionali. La Svizzera dovrebbe cercare di risolvere queste tensioni in modo pacifico valorizzando la sua neutralità e puntando al rafforzamento di un equilibrio geopolitico multipolare. Concretamente la Confederazione dovrebbe cessare l’esportazione di armi nei Paesi in conflitto e la collaborazione con organizzazioni che promuovo interventi bellici come la NATO.

In conclusione come Gioventù Comunista siamo contrari all’acquisto di nuovi aerei da combattimento per 6 miliardi di franchi. Come ribadiamo già da anni, crediamo che l’esercito svizzero sia sovradimensionato e non più al passo con i tempi; né per quanto riguarda le politiche di sicurezza, né per quanto riguarda la “gestione” dei coscritti. Negli ultimi anni sono infatti stati diversi i casi di abusi e violazioni nei confronti delle giovani reclute: per questo motivo invitiamo i soldati in difficoltà a rivolgersi allo sportello SOS Reclute del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA).

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Angelica Forni, classe 1998, studia diritto e storia alla facoltà di Relazioni Internazionali dell’Università di Ginevra. È un membro di coordinamento della Gioventù Comunista Svizzera (GC).