Francia-Belgio e Croazia-Inghilterra, semifinali solo europee

in Internazionale di

In Uruguay – Francia è Stuani, il centravanti dei catalani del Girona che sono arrivati a metà classifica anche per le 21 reti da lui siglate, a prendere il posto dell’infortunato Cavani, la buona volontà è molta, i risultatati scarsi, molti gli errori, anche sul primo gol transalpino di testa di Varane, che lui guarda e non segue. Nel secondo tempo a mezz’ora dalla fine il portiere Muslera regala a Griezmann la gioia del raddoppio smanacciando a doppie mani in porta il tiro del francese. La partita finisce qui, come il mondiale dei sudamericani. Tutti gli occhi sono su Kylian Mbappé, sia per le due reti realizzate negli ottavi, sia perché pare debba lasciare il Paris Saint-Germain per passare al Real Madrid, in sostituzione di Cristiano Ronaldo che a trentatré anni ha deciso di andare alla Juventus, tuttavia è Griezmann che corre, lancia e detta i tempi della Francia semifinalista.

Il catalano Roberto Martínez, che dopo gli ottavi conferma Fellaini e Chadli al posto di Carrasco e Mertens, guida i belgi con piglio deciso e sagace intelligenza tattica, sebbene sia stato criticato, eppure ha portato i diavoli rossi dove solo erano arrivati nel 1986, di più, eliminando il Brasile di Neymar che si era autocandidato a pretendente principale dopo l’uscita delle altre blasonate, ha compiuto un’impresa per i belgi senza precedenti ai mondiali, si pensi che era dal 24 aprile ’63 che fiamminghi e valloni non vincevano sugli auriverdi, allora in una amichevole a Bruxelles, con tripletta di Stockman, una rete di Van Himst, un’autorete di Altair e il gol della bandiera di Quarentinha, per il 5 a 1 finale, questi i belgi in campo: Nicolay, Vliers, Verbiest, Lippens, Raskin, Hanon, Vandenberg, Semmeling, Van Himst, Stockman, Puis, guidati da Constant Vandenstock. I belgi hanno messo in pratica un calcio solido, deciso, preciso, pronti a presentarsi nell´area avversaria con quattro passaggi e un veloce contropiede, come avvenuto nel primo tempo con raddoppio propiziato da una fuga di Lukaku e siglato da un poderoso destro di De Bruyne nell´angolo basso della porta di Allison. Nel secondo tempo sono l’orgoglio sudamericano e l’ingresso con rete di Renato Augusto a portare il risultato sul 2 a 1 finale, ma il gioco slegato dei brasiliani non riesce a ottenere di piú.

La Svezia imposta il suo gioco compassato cercando di addormentare anche gli inglesi e aspettare il momento per il contropiede e per mezz´ora ci riesce, poi il vantaggio britannico li obbliga a qualche sortita, tuttavia inefficace e inconcludente, il raddoppio dell’anglo-nigeriano Alla nel secondo tempo chiude l´incontro e riporta dopo ventotto anni l´Inghilterra in semifinale.

Uno stadio festoso scandisce incessantemente il grido “Rassija! Rassija!” e sospinge a un veemente inizio i russi, il cui gioco tamburellante coglie di sorpresa i croati, probabilmente convinti di dover affrontare un avversario più a portata di mano, arriva cosí in un tripudio popolare il vantaggio per le maglie rosse alla mezz´ora con uno strepitoso sinistro dia fuori area di Cheryshev all’incrocio dei pali, pareggiato dai balcanici dieci minuti dopo da con un colpo di testa di Kramaric solo tra quattro russi. Nel secondo tempo i croati cercano senza riuscirci di chiudere la partita, mentre i russi attuano quelle poche sortite che riescono a orchestrare, sprecandole spesso con inefficaci palle alte, quando sarebbe utile cercare una penetrazione nell´area avversaria con palla a terra. Iniziano i supplementari e al gol di Vida risponde Mario Fernandes, entrambi di testa, poi sono i rigori in cui gli errori russi portano la Croazia in semifinale per la seconda volta dopo il 1998. Le polemiche antirusse che hanno preceduto la partita, in merito al salvataggio di due grosse banche croate da parte della Russia si sono rivelate come il solito pretestuose, piuttosto é molto triste aver visto i calciatori croati dedicare la vittoria al governo ucraino, tuttavia é noto che molti croati combattano nei battaglioni paramilitari contro la popolazione del Donbass, purtroppo dalla guerra di Jugoslavia di un quarto di secolo fa, la Croazia svolge un ruolo retrivamente reazionario.