“Basta con l’europeismo, anche quello di sinistra!” a dirlo è Mélenchon!

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La Sinistra Europea (SE) – il partito sorto nel 2004 che riunisce una parte delle organizzazioni post-comuniste, critiche ma non alternative all’Unione Europea, perde pezzi. Dopo l’uscita dei comunisti moldavi, la rottura coi comunisti ungheresi e il disinteresse dei comunisti portoghesi e greci, la SE dice addio anche a uno dei dei suoi aderenti francesi.

Il Partito della Sinistra (Parti de Gauche, PG) francese diretto da Jean-Luc Mélenchon ha infatti deciso di uscire dal sodalizio europeo: “non possiamo convivere con chi applica l’austerity” ha detto l’ex-candidato presidenziale all’Eliseo, che ha riportato la sinistra francese su posizioni patriottiche promuovendo la coalizione “La France Insoumise”.

Riuniti a Congresso i delegati del PG hanno deciso con 208 favorevoli, 2 contrari e 3 astensioni che l’esperienza nella SE era definitivamente conclusa. La notizia non è sorprendente: Mélenchon aveva già sospeso la partecipazione del suo partito ai lavori della SE già nel 2013 per protestare contro la riconferma alla testa dell’organizzazione di Pierre Laurent, presidente del Partito Comunista Francese (PCF), una delle strutture più europeiste rimaste in Francia.

In seguito Mélenchon aveva chiesto l’espulsione dalla SE di Syriza, il partito greco di Alexis Tsipras, accusato di essere subalterno ai diktat di Bruxelles: “Syriza è diventata la rappresentante della linea di austerità in Grecia al punto di attaccare il diritto di sciopero, abbassare drasticamente le pensioni, privatizzare interi settori dell’economia; tutte le misure contro le quali i nostri partiti combattono in ciascuno dei nostri paesi” si legge nella dichiarazione del politico francese.

La notizia farà piacere al Polo di Rinascita Comunista in Francia (PRCF), il partito marxista-leninista uscito dal PCF anche contro la deriva anti-nazionale degli euro-comunisti francesi, e che già aveva sostenuto Mélenchon in passato unendo la falce e il martello con il tricolore.

In Svizzera per contro il dibattito è ormai sopito: dopo il tentativo di alcuni militanti di far uscire nel 2011 dalla SE il Partito Svizzero del Lavoro/POP (leggi), questo partito liberatosi dei dissidenti ticinesi, continua ad esserne parte attiva con tanto di dichiarazioni di laudatio a Tsipras. Il Partito Comunista, che nel frattempo è diventato un partito indipendente, invece, coerente con le posizioni fredde verso il partito transnazionale, è su posizioni sempre più critiche verso la SE e non vi aderisce.