La Nestlé si accanisce contro la concorrenza non griffata: ancora lavoratori lasciati a casa!

La ditta “Alice Allison” di Grono (Grigioni italiano), ditta produttrice di capsule da caffè simili alle famose capsule Nespresso pubblicizzate nientemeno che da George Clooney ha dovuto licenziare nei giorni […]

La ditta “Alice Allison” di Grono (Grigioni italiano), ditta produttrice di capsule da caffè simili alle famose capsule Nespresso pubblicizzate nientemeno che da George Clooney ha dovuto licenziare nei giorni scorsi 25 lavoratori. La multinazionale Nestlé ha infatti ritenuto che l’azienda bassomesolcinese fosse un ostacolo per i propri affari: denunciata presso il tribunale di San Gallo, quest’ultimo ne ha di fatto sentenziato la morte ordinando di cessare la produzione del prodotto incriminato e dimostrando come in Svizzera viga il primato della proprietà privata rispetto ai diritti sociali della popolazione.

Un intervento, quello del tribunale, “sproporzionato” a giudizio del direttore della società Giovanni Alberti che afferma al Corriere del Ticino: “in queste ore stiamo consegnando le lettere di licenziamento ai nostri 25 dipendenti. Speriamo di poterli riassumere tutti quando questa assurda vicenda giudiziaria sarà terminata”. La Denner, catena di supermercati che distribuiva le capsule della “Alice Allison” ha ancora la possibilità di prendere posizione sulla decisione dei giudici sangalli: il provvedimento giuridico è a titolo superprovvisionale ed ha avuto effetto immediato.

Sul fronte politico si registra il commento – a nome del Partito del Lavoro dei Grigioni – del consigliere comunale di Roveredo Mattia Antognini, che afferma: “Il nostro messaggio di solidarietà va innanzitutto alle lavoratrici ed ai lavoratori licenziati”. Ma i comunisti di valle non si fermano a questo: “Vogliamo denunciare l’ipocrisia di chi esalta un sistema economico, come quello svizzero, basato sul più ampio libero mercato, quando poi, non appena la concorrenza non fa comodo al grande capitale si passa di fatto a difendere i monopoli delle multinazionali capitaliste”. Lo stesso direttore di “Alice Allison” afferma in un’intervista alla RSI: “quello odierno è un giorno buio per il diritto alla concorrenza in Svizzera”.

Il Partito del Lavoro, che è da poco presente sul territorio grigionese e che guarda al Partito Comunista Ticinese, denuncia inoltre “l’assoggettamento della giustizia svizzera agli interessi economici del grande capitale multinazionale: nel nostro Paese il diritto al copyright evidentemente viene prima del diritto dei lavoratori e del diritto dei consumatori (a poter acquistare capsule non di marca). Noi crediamo invece che le nuove tecnologie vadano messe a disposizione dell’intera popolazione e non soltanto ad una piccola cerchia di persone che detengono la maggioranza azionaria delle grandi imprese”.