Quando la politica dall’accoglienza genera tensioni sociali

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La decisione di Angela Merkel di ospitare un milione di persone ha provocato un’ondata di antagonismo sociale e un rafforzamento dei conflitti politici. Perché, allo stesso tempo, non è stato fatto molto per prevenire i problemi che esistevano già prima di essere rinforzati in una maniera estrema. E naturalmente, questi sono problemi che colpiscono ancora una volta i più poveri.

Pertanto, i rifugiati, che sono anche poveri, sono alla ricerca di appartamenti popolari, quindi nei quartieri svantaggiati. Ma la Germania è gravemente carente di alloggi popolari, perché il governo ha preferito seguire una politica di austerità. La competizione abitativa cresce man mano che i rifugiati vengono fatti arrivare. La situazione è in continuo peggioramento, molte scuole si trovano in brutti quartieri, che avevano già grossi problemi prima del 2015. Infine, nei settori a basso salario, proprio dove sono impiegate persone poco qualificate, la concorrenza è diventata feroce.

Ho parlato di recente con un tedesco che lavora nel campo della pulizia industriale. Ha perso il lavoro perché il suo capo è alla ricerca di impiegati ancora meno retribuiti, che non hanno bisogno di avere una grande padronanza della lingua. Una buona parte della sinistra che vive in quartieri benestanti ha rifiutato di guardare a questi problemi. Se ne parliamo veniamo accusati di razzismo. A causa di tali errori, la sinistra non riesce più a comunicare con i più poveri, che non votano più, o votano per l’estrema destra.

Sahra Wagenknecht, classe 1969, comunista tedesca cresciuta della ex-DDR, è stata presidente del partito "Die Linke" dal 2010 al 2014 e dal 2015 capogruppo nel parlamento tedesco.