“Il DECS ghigliottina i liceali”: il sindacato degli studenti si oppone ai piani di Bertoli.

in Giovani e Formazione/Ticino e Svizzera di

Sono state consegnate oggi pomeriggio alla Cancelleria dello Stato le firme a sostegno della petizione “NO allo smantellamento del liceo” lanciata dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) coordinato da Zeno Casella e Luca Robertini.

I coordinatori del SISA, Zeno Casella e Luca Robertini
I coordinatori del SISA, Zeno Casella e Luca Robertini

Il sindacato studentesco, che compirà presto 14 anni di vita, ritiene infatti che il liceo ticinese sia “sotto attacco”: sul finire di aprile dello scorso anno, infatti, i governi del Cantone e della Confederazione hanno presentato un pacchetto di misure per ridurre il numero di studenti liceali. L’Assemblea generale del SISA vi si era opposta con una risoluzione e lanciando una petizione.

Certo, il sindacato condivide l’intento delle autorità di ridurre “l’elevatissimo tasso di bocciature al liceo (peraltro oggetto di una e vera e propria esplosione nell’ultimo decennio)”, ma non con i metodi che il DECS sta vagliando. Proprio per questo era stato preparato e diffuso un memorandum politico-sindacale di approfondimento, liberamente scaricabile dal sito dell’organizzazione studentesca (link).

Il SISA ha lanciato una petizione
Il SISA ha consegnato oggi alla Cancelleria dello Stato la sua petizione

Nel concreto, con la petizione appena consegnata, il SISA contesta la proposta di inasprire i criteri per la concessione della maturità: “il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha dichiarato di ritenere non sufficiente il livello di formazione dei maturati svizzeri, motivo per cui occorrerebbe rivalutare in senso restrittivo i criteri per concedere la maturità. Sul banco della Conferenza dei direttori cantonali dell’educazione vi sono varie proposte, tra cui la quadrupla compensazione per la matematica e l’italiano o l’ottenimento della sufficienza in entrambe le materie” spiegano Casella e Robertini. In pratica si propone di quadruplicare il valore delle sole valutazioni insufficienti: se un allievo ha un 3 in matematica dovrà quindi forzatamente compensarlo con ben quattro 5 in altrettante discipline; in mancanza di ciò sarebbe automaticamente escluso dalla scuola.

L’altra proposta che fa inorridire il sindacato è la volontà di introdurre il limite di una sola bocciatura fra la prima e la terza classe. Chi dovesse ripetere l’anno due volte verrebbe espulso. In pratica la bocciatura non sarebbe più uno strumento pedagogico per il recupero e il miglioramento, quanto piuttosto un elemento puramente repressivo.

Manuele Bertoli, ministro dell'educazione in quota PS
Manuele Bertoli, ministro dell’educazione in quota socialista

E infine i soldi: “nella manovra di rientro finanziario presentata dal Governo è presente l’intenzione di ridurre i corsi facoltativi del liceo (salvo quelli di religione, teatro e lingue) e di abolire i corsi di introduzione all’informatica e i corsi complementari di educazione fisica” spiega il SISA, che già lo scorso settembre aveva organizzato un presidio di protesta davanti al parlamento.

I contenuti della petizione sono temi cari alla sinistra. Il Partito Comunista dal canto suo ha già garantito il proprio sostegno alle richieste degli studenti, si vedrà per contro come agirà il Partito Socialista, che non solo è espressione del ministro dell’educazione Manuele Bertoli, ma che conta fra i suoi militanti numerosi insegnanti.