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La NATO è una minaccia per la sicurezza della Svizzera, e la Russia non è un nemico. A dirlo sono gli esperti!

in Ticino e Svizzera di

Non è la Russia a minacciare l’Europa, ma gli Stati Uniti e la NATO che destabilizzano il mondo! A dirlo sono lo storico svizzero Daniele Ganser e l’ex-diplomatico tedesco Hans von Sponeck sul quotidiano romando “Le Temps”.

Ganser è professore universitario di storia, presidente della sezione svizzera della “Association for the Study of Peak Oil and Gas” e autore di vari studi sulla NATO ed è considerato uno dei maggiori esperti europei sui programmi “stay-behind”. Von Sponeck, dal canto suo, è invece stato uno dei primi obiettori di coscienza al militarismo tedesco negli anni ’50 ed è in seguito per lunghi anni stato attivo quale diplomatico all’ONU.

Ganser è stato ospite del Movimento Svizzero per la Pace
Ganser è già stato ospite del Movimento Svizzero per la Pace

Di fronte alla NATO che ammassa truppe e armi ai confini con la Russia, Ganser e von Sponeck esprimono la loro preoccupazione per una “propaganda che deforma la realtà delle minacce”. Si tratta di una propaganda insidiosa “che produce dei nemici immaginari” atti a giustificare l’aumento massiccio delle spese militari, il controllo dell’approvvigionamento energetico, l’esportazione della “democrazia”, o altro ancora. “No, la Russia non è l’aggressore e non minaccia in nessun modo i paesi baltici, la Pologna o la Svezia” chiariscono i due esperti. Mentre la CIA sorvegliava le elezioni presidenziali francesi del 2012 e l’NSA spiava dappertutto in Europa aziende, associazioni e individui, ad essere messi sotto accusa dai media sono i dirigenti russi. In questo contesto “i paesi europei rafforzano il loro allinearsi sulla politica estera dagli Stati Uniti, embargo contro la Russia compreso”.

Intanto nei paesi neutrali assistiamo al ritorno dalla coscrizione obbligatoria in Svezia in funzione anti-russa e aerei da combattimento svizzeri sorvolano il Baltico al fianco dei caccia della NATO. “No, la NATO, diventata un’alleanza offensiva, non assicura la nostra sicurezza” dichiarano Ganser e von Sponeck, che invitano piuttosto a dialogare con Mosca e a fare affidamento sull’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Sulla stessa linea dei due esperti, si sta muovendo in Svizzera anche il Partito Comunista. Nella sua ultima posizione pubblica (leggi) sulla situazione in Siria, il partito condanna “l’agire piratesco degli Stati Uniti (che) favorisce il terrorismo anche alle nostre latitudini”, ma soprattutto rivendica quanto segue: “La Svizzera, dal canto suo, deve finalmente capire che restare ancorata al campo atlantico è contrario ai propri interessi politici ed economici! E’ importante che il nostro Paese proceda al rimpatrio di tutti i nostri soldati all’estero, si attenga a una scrupolosa politica di neutralità e che sospenda ogni collaborazione non solo con la NATO a guida statunitense, ma anche con l’esercito sionista di Israele che regolarmente interferisce nella ricerca di una soluzione pacifica nell’area mediorientale: vanno infine subito messi in campo i nostri servizi diplomatici affinché si scongiuri una ulteriore escalation”.