Centinaia di persone in piazza per il “Paso”: no alla cultura omologata!

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Oltre 400 persone si sono riunite sabato pomeriggio a Bellinzona per manifestare il loro disappunto all’accanimento delle autorità contro il Grotto Pasinetti (il Paso come è conosciuto dai suoi frequentatori). Lo storico ritrovo pubblico per la musica dal vivo di Gorduno rischia infatti la chiusura. Una influente vicina di casa ha deciso di reclamare per il troppo rumore, dopo quasi vent’anni di concerti in una zona di rumore 3.

Non si trattava però solo di difendere un bar, per quanto il Paso possa essere una sorta di istituzione per il Bellinzonese: il discorso della manifestazione odierna era molto più ampio! Riguardava in effetti l’offerta culturale e ricreativa sempre più limitata e omologata che le città ticinesi offrono alla popolazione e soprattutto ai loro giovani. Proprio in questo senso si è espresso il Partito Comunista ticinese, presente in piazza in modo molto riservato, rispettando la volontà degli organizzatori di non connotare politicamente la manifestazione. In una nota stampa inviata dal segretario Massimiliano Ay e dal responsabile giovanile Aris Della Fontana, si legge: “la presenza dei comunisti in piazza non è però esclusivamente determinata dalla vertenza concreta del Paso. Robbiani (il proprietario del Grotto, ndr) evidentemente dà fastidio ai grandi monopolisti del divertimento omologato ed è proprio questo il punto: da sempre denunciamo infatti come le offerte di svago alternative a quelle gestite dalle logiche meramente commerciali e consumistiche siano di fatto inesistenti e svantaggiate. I giovani in particolare non dispongono di strutture in cui socializzare e divertirsi!”. Il Partito Comunista ricorda poi che aveva già condotto una battaglia del genere nel 2008 quando un provvedimento simile a quello contro il grotto di Gorduno, era stato subito dal Bar Bulgary di Mendrisio.

In piazza, fra gli altri, ha preso la parola Lucio Robbiani visibilmente emozionato che ha esclamato: “i locali chiudono, le feste smettono, la musica non suona più e i centri agonizzano”! Il giovane proprietario del Paso ha poi continuato:  “Molti ci dicono che ci sono delle leggi, e che queste leggi vanno rispettate. Bene, siamo perfettamente d’accordo: ma quando queste leggi sono applicate senza buon senso, quando sono interpretate senza prendere in considerazione la particolarità di ogni caso, quando queste leggi danneggiano la comunità per favorire il singolo, allora queste leggi sono sbagliate”. Ma la domanda è un’altra: è la legge ad essere sbagliata o sono i solerti funzionari statali, inchinati al volere di certi amici degli amici? Lucio Robbiani non ha dubbi: “e se invece non fossero le leggi a far difetto, ma gli uomini? I funzionari, i municipali, i capo-ufficio, gli avvocati, gli esperti, che queste leggi le applicano, le interpretano, pensando sempre solo a difendere un singolo e la sua intolleranza. Singoli, il cui cognome, e il cui contributo fiscale è, neanche a dirlo, sempre molto pesante”. In fin dei conti la signora Manuela Gregori, la vicina del Paso che ha dato battaglia contro il ritrovo pubblico è la sorella di Mascia, segretaria generale del Tribunale Penale Federale di Bellinzona e in Municipio a Gorduno sembra godere dell’appoggio del Partito Liberale Radicale.

Ad ascoltare Robbiani si è riunito un pubblico vasto, di ogni età: non pochi anche i giovanissimi. Fra i presenti anche Janosch Schnider e Mattia Tagliaferri, coordinatori del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti, il SISA, unica sigla sindacale ad aver solidarizzato con la manifestazione. In un comunicato ai media il sindacato ha stigmatizzato l’ennesima perdita in termini di cultura, svago e tempo libero che giungerebbe con la fine del Paso: “vista la politica giovanile che il Cantone ha da tempo intrapreso, non ci stupiamo di tale decisione, ma vogliamo rendere attenti che da tali sentenze non possano che creare dei problemi per quelle che sono le possibilità di sbrago da parte dei giovani. Anziché muoversi per creare nuovi spazi nei quali avere anche delle possibilità di autogestirsi –  cosa che fa certamente crescere un giovane e lo aiuta nel suo percorso di emancipazione – le autorità si muovono nella direzione opposta: concedere sempre meno spazi di svago, incanalando i pochi rimasti, dando così un oggettivo aiuto ai monopolistici padroni del divertimento giovanile, come già sembra succedere nel locarnese e nella città di Bellinzona. Il SISA condanna pertanto la decisone di accanimento contro il Paso e torna a proporre, attraverso una formale richiesta al Consiglio di Stato, nuovi spazi per i giovani gestiti dagli stessi (al di fuori delle logiche commerciali), nonché il mantenimento di quelli già esistenti”. Anche Lucio Robbiani durante la manifestazione ha toccato questo aspetto: “La cultura e il divertimento, agli occhi delle autorità, sono meritevoli di lodi e tanti discorsi, ma tutto sommato alla luce dei fatti sono sempre ritenuti qualcosa di marginale, superfluo, e soprattutto fastidioso”. E ha concluso: “Chi si diverte, chi sta bene, chi fa e chi apprezza la cultura, non dovrebbe dar fastidio a nessuno. Noi non diamo fastidio a nessuno”.