Pechino vuole Ankara al suo fianco. Il Partito Comunista Cinese convoca Dogu Perinçek.

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A seguito delle (timide) aperture del governo di Ankara verso Pechino, di cui il nostro portale ha già parlato (leggi), soprattutto dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio scorso, il Partito Comunista Cinese sembra voler capire meglio la situazione turca. Dal 6 al 10 febbraio ha quindi convocato in Cina una ampia delegazione del Partito Vatan di Turchia, il quale – benché minoritario e privo di rappresentanza parlamentare – da decenni è di fatto il partito turco di riferimento per Pechino.

La delegazione turca era guidata dall’avvocato Dogu Perinçek, leader del partito, l’ex-ammiraglio Soner Polat, il rappresentante dell’associazione di cooperazione turco-cinese Adnan Akfirat, il vice-presidente dell’organizzazione giovanile del partito Cem Dikmen, i vertici del quotidiano Aydinlik e della rete televisiva Ulusal Kanal, rispettivamente Ilker Yücel e Adnan Türkkan.

Riunione di lavoro fra le due delegazioni
Riunione di lavoro fra le due delegazioni

Il vice-ministro degli affari esteri della Repubblica Popolare, Li Jun, non solo ha insistito sul legame di amicizia fra le due nazioni, ma ha dato molta importanza al ruolo che proprio il Partito Vatan  può giocare nel paese attualmente retto da Erdogan a favore degli interessi dei comunisti cinesi: nonostante disponga di un seguito elettorale alquanto esiguo, questo partito post-maoista riesce infatti ad avere un’egemonia culturale su vari settori della società turca, compreso l’apparato militare. Nel colloquio fra Li Jun e Dogu Perinçek si è toccato anche il tema economico: la Turchia sempre di più starebbe abbandonando il campo atlantico per orientarsi verso l’area economica euro-asiatica. Perinçek ha dal canto suo insistito spiegando come gli Stati Uniti tentino in vari modi, usando anche la religione e le minoranze etniche, di destabilizzare questo potenziale riposizionamento geopolitico di Ankara.

Wang Jiarui riceve Dogu Perinçek
Wang Jiarui riceve Dogu Perinçek

Wang Jiarui, vice-presidente della Conferenza politica consultiva del popolo cinese – un fronte unito incaricato di rappresentare i vari partiti politici attivi nella Repubblica Popolare – ha dal canto suo sottolineato la comune posizione dei comunisti cinesi e turchi contro il separatismo etnico e ha esclamato: “vogliamo vedere presto la Turchia nell’Organizzazione di Shangai”.

La delegazione turca non solo ha condiviso questo auspicio, ma ha pure aggiunto che uno dei pericoli maggiori per la strategia cinese è rappresentato da un ipotetico Stato curdo: “Gli USA vogliono creare il Kurdistan per tagliare la Via della Seta e controllare il golfo persico” hanno spiegato ai compagni di Pechino.

Infine il Partito Comunista Cinese ha deciso di aprire trattative con il Partito Vatan su più fronti: la collaborazione fra i centri studi geo-strategici legati ai due partiti e lo scambio di informazioni per combattere il terrorismo; la cooperazione mediatica ed editoriale fra gli organi di informazione controllati dai rispettivi partiti; il coordinamento delle aziende turistiche per incrementare il flusso di visitatori fra i due paesi e, in generale, operare per integrare maggiormente Ankara nella “Nuova Via della Seta”.