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4 No per la stabilità del nostro Paese

in Editoriali/Opinione di

Il prossimo 12 febbraio gli anziani, le famiglie e la giustizia dovranno pagare di tasca propria mentre le aziende globaliste multimilionarie riceveranno altri sconti grazie alle riforma III delle imprese.

Non è con queste politiche che si è creato il benessere, di cui, in parte e ancora per poco, godiamo. Le quasi 30’000 firme raccolte permettono a noi, diretti interessati, di esprimerci sui tagli che il governo intende apportare all’organizzazione giudiziaria, all’assistenza delle cure a domicilio e alle prestazioni sociali. È necessario dire NO a queste modifiche di legge che distruggono il nostro sistema sociale esemplare! Non dobbiamo seguire il modello di austerità dell’Unione europea, che si è rilevato fallimentare non migliorando la situazione economica degli Stati membri ed anzi paralizzando la crescita. Lo Stato non è un’azienda e non deve ambire al pareggio di bilancio bensì deve essere il motore dell’economia, investendo e sostendo tutte le fasce della popolazione e soprattutto le più bisognose.

È in gioco la qualità di vita di persone e famiglie intere, che da sole non possono opporsi a queste modifiche di legge e che vanno sostenute con 4 chiari NO. Non possiamo risparmiare sulla giustizia, sull’assistenza a domicilio e sul sostegno alle famiglie senza minare alle fondamenta l’economia del nostro Paese, che si basa sulla certezza del diritto, sull’accesso ai servizi di base e su una contenuta disoccupazione.

Come Associazione per la difesa del servizio pubblico non siamo indifferenti nell’osservare uno Stato che viene meno ai suoi compiti, vessa i cittadini più sensibili e affossa il progresso delle politiche sociali degli ultimi decenni che ha garantito la stabilità della Svizzera.

Lea Ferrari (1991) è agronoma di formazione e consigliere comunale a Serravalle in quota Partito Comunista, di cui è membro di comitato. E' attiva pure nell'Associazione per la difesa del servizio pubblico del Canton Ticino.