Da Cuba all’Austria: “Noticiero ICAIC” arriva alla Viennale!

in Cultura+Eventi/Eventi ricreativi, culturali e artistici di

“Noticiero ICAIC latinoamericano” per 1490 settimane tra il giugno 1960 e il luglio 1990, una strepitosa storia di Cuba e del mondo visto dall’Avana è stata raccontata nei cinegiornali cubani realizzati sotto la direzione del grande regista Santiago Alvarez.

noticieroicaic400Sogni e speranze, vittorie e slanci ideali, il tutto filmato con l’alta qualità della scuola cubana di cinema. L’ICAIC, l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica, nato una manciata di giorni dopo la vittoria della Rivoluzione e diretto per oltre trent’anni da Alfredo Guevara, grande amico dei fratelli Castro, è il cuore da cui per tutta la seconda metà del Novecento si è sviluppato il grande cinema latinoamericano, sotto la guida di Tomas “Titon” Gutierrez Alea. Cinema non solo cubano, ma pure di ogni nazione del continente schiacciata dalle dittature asservite all’imperialismo a stelle e strisce. È a Cuba che cineasti come Glauber Rocha o tanti cileni, a partire da Miguel Littin, girano i loro film, mentre i militari insanguinano i loro paesi.

Il Festival del Cinema di Vienna, la Viennale, ne presenta un’ampia selezione dei primi dieci anni, dal 1960 al 1970 dal 25 al 31 ottobre 2016. Anni eroici e straordinari, in cui Cuba resiste all’aggressione statunitense in Playa Giron, costruisce le fabbriche agro-alimentari e di lavorazione dei metalli con la collaborazione dei sovietici, instaura l’uguaglianza tra bianchi e neri, cittadini e campesinos, donne e uomini, consegue la vittoria sull’analfabetismo, tenta la battaglia della canna da zucchero, afferma la solidarietà internazionale, dal Vietnam di Ho Chi Min alla Corea di Kim Il Sung, libera l’entusiasmo dei ragazzi, celebra la raggiunta dignità per gli anziani per troppo tempo vittime di un passato asservito al vicino sfruttatore statunitense. E poi ancora i discorsi di Fidel Castro, di Raul, di Che Guevara, la sua morte eroica in Bolivia, il ricordo emozionato di tutto il popolo cubano.  Tutto raccontato in un bianco e nero intenso, appassionato, che fa della cinepresa e del documentario un’opera d’arte dal forte valore pedagogico e politico.