Inquinamento atmosferico acuto. Occhi puntati sull’inceneritore dei rifiuti di Giubiasco.

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L’Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti (OKKIO) è “in linea di principio concorde con le misure e i provvedimenti coercitivi proposti per contrastare gli effetti nocivi degli inquinanti atmosferici, di qualsiasi provenienza essi sono”. Lo scrivono i coordinatori Pietro Vanetti e Daniele Polli in un comunicato che l’associazione ecologista ha da poco diramato, in cui contestano però “la grave dimenticanza di non aver considerato le emissioni in atmosfera dell’Inceneritore di Giubiasco”.

Secondo i dati e le informazioni in suo possesso l’osservatorio ha calcolato – estrapolando dalle concentrazioni medie pubblicate nel Rapporto annuale 2015 dell’Azienda Cantonale dei Rifiuti – i quantitativi annui e giornalieri emessi dall’Inceneritore, concentrandosi sui principali inquinanti atmosferici misurati e monitorati sui camini del termovalorizzatore giubiaschese.

emissioniI dati sono riassunti nella tabella a fianco. Dalla stessa – spiegano Vanetti e Polli – “emerge che per l’ossido di Azoto NOx – gas precursore dell’Ozono estivo – e per il monossido di Carbonio CO – gas indirettamente responsabile dell’effetto serra – le quantità non sono indifferenti, sia in rapporto al bilancio complessivo delle emissioni inquinanti, sia se comparati con quelli del traffico veicolare. Si tratta pur sempre di un’emissione nell’atmosfera di circa 26 tonnellate di NOx e di circa 17.5 tonnellate di CO che fuoriesce annualmente dai camini dell’Inceneritore di Giubiasco”. Per quel che riguarda invece il CO2 – continua OKKIO – “è chiaro che questo risulta essere in quantità ben maggiore”. Sulla base di statistiche federali del 2014 e relative alla prevista riduzione del CO2 degli inceneritori entro il 2020, “per l’inceneritore di Giubiasco l’immissione annua ammonterebbe a ben 110’000 tonnellate”, una cifra che ammonterebbe al 5% delle emissioni complessive di gas serra.

okkio“Siamo perciò dell’avviso – affermano i coordinatori dell’osservatorio – che nei periodi di allarme, quando le soglie descritte nella proposta di decreto esecutivo sono superate, debbano essere presi dei provvedimenti anche per limitare le emissioni dell’Inceneritore. Ciò può essere raggiunto, per esempio, riducendo temporaneamente durante il periodo di allarme il regime di funzionamento di una o ambedue le linee di produzione dell’Inceneritore, evitando però il suo spegnimento per non incorrere nel problema delle eccessive e incontrollate emissioni in atmosfera durante le fasi di spegnimento e ri-avviamento”.

Inoltre, conclude OKKIO, “le misurazioni del tasso di Ozono eseguite nelle stazioni di misurazioni di Giubiasco e Magadino, rilevano superamenti della ‘soglia limite OIat’ con la stessa frequenza di Chiasso o Mendrisio”.