Sogno islandese e successo difensivista

in Speciale Euro2016/Sport di

Lunedì la muraglia catenacciara slovacca impantana sullo 0 a 0 gli inglesi che pretendono la vittoria, ma non sono in grado di esprimere un gioco per conseguirla. La Slovacchia agguanta così il quarto preziosissimo punto, una garanzia per il passaggio del turno, mentre l’Inghilterra si deve adattare al secondo posto, perché nell’altra partita del girone i russi affondano maldestramente per 3 a 0 di fronte a un Galles gagliardo e agguerrito che ottiene con la vittoria il primo posto e per Bale alla terza rete il temporaneo titolo di capocannoniere del torneo insieme allo spagnolo Morata. La Russia ha provato a organizzare qualche sortita offensiva in più, ma si è scoperta in difesa con estrema leggerezza, se non ci si difende, con o senza catenaccio, le sconfitte sono infatti sempre dietro l’angolo. Tra due anni nel magnifico e luminoso scenario estivo del bassopiano sarmatico la Russia ospiterà i mondiali, ai quali dovrà prepararsi ripensando anche, o forse soprattutto, in assenza di fuoriclasse, il suo gioco in maniera più accorta e incisiva, mentre l’attacco politico alla Russia e allo sport russo tenterà ancora una volta di danneggiare la prossima edizione dei mondiali.

Martedì il portiere nordirlandese Mc Govern gioca la partita della vita, capitolando solo di fronte a Mario Gomez. Tutti gli irlandesi sono impegnati a contenere i campioni del mondo con un’abnegazione davvero encomiabile, una muraglia catenacciara organizzata con intelligenza. Alla fine la sconfitta nordirlandese per 1 a 0 è comunque garanzia, in ragione della vittoria contro gli ucraini, per il passaggio del turno. Nell’altra partita del girone, mentre i tifosi nazionalisti di entrambe le squadre si scontrano brutalmente per le strade di Marsiglia, sebbene nessuno preveda sanzioni, invocate invece per la Russia, i cui tifosi erano stati però aggrediti, i polacchi vincono sugli ucraini per 1 a 0 con rete di Blaszczykowski, troppo poco per scavalcare i tedeschi, ma abbastanza per arrivare secondi nel girone. L’Ucraina lascia l’Europeo come peggiore squadra della competizione, non un gol, non un punto.

In serata Ante Čačić, l’allenatore croato, conferma d’aver dato un gioco aggressivo e tambureggiante ai suoi giocatori, capace di piegare 2 a 1 i campioni in carica spagnoli con reti di tacco di Kalinic e di potenza di Perisic. Čačić è stato allenatore delle nazionali libiche ai tempi di Gheddafi e con la Libia ha vinto la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 2005. Čačić è persona seria e corretta, con coraggio ha qualificato come cretini e delinquenti i tifosi croati che hanno buttato lacrimogeni e petardi in campo nella partita coi ceki. Si comportassero tutti  gli allenatori così, gli stadi smetterebbero di essere il ricettacolo della disperazione sociale, organizzata spesso dall’estrema destra. Con un netto 2 a 0 i turchi relegano i ceki all’ultimo posto del girone e conseguono la prima vittoria, tuttavia non sufficiente per il passaggio di turno.

Mercoledì pomeriggio scintille ed emozioni, i portoghesi pareggiano rocambolescamente 3 a 3 coi magiari, capaci di chiudere al primo posto. Alla doppietta scaturita da punizioni del capitano Dzsudzsak risponde Cristiano Ronaldo, universalmente sbeffeggiato per le calze di nailon indossate prima della precedente partita, con un’altra doppietta, di tacco e di testa. Nell’altra partita gli islandesi, sospinti da tifosi giustamente entusiasti, sconfiggono gli austriaci per 2 a 1, con rete della vittoria allo scadere, relegandoli all’ultimo posto. Per l’Islanda la prima vittoria coincide anche con il passaggio del turno, sulle tribune un tripudio straordinario.

In serata Zlatan Ibrahimović gioca tristemente la sua ultima partita in nazionale, il belga-indonesiano e romanista Nainggolan con un tiro da fuori impone l’1 a 0 per i belgi. La Svezia è andata a segno in tre partite solo con un’autorete, un bilancio disarmante.

Conte cambia otto giocatori, ma si dimentica Insigne ed El Shaarawy, che potrebbero fare la differenza e quando li inserisce la differenza si vede, ma è troppo tardi. Bernardeschi è il solo a mettere idee nel gioco azzurro, difende e attacca, il resto della squadra, in tutti i reparti, brilla poco, anzi niente. Ancora una volta si nota l’assenza di un regista, Motta e Sturaro non possono sostituire Jorginho. Quando entrano Insegne, cuore, intelligenza, fantasia e controllo di palla come pochi in Europa e la furente mobilità di El Shaarawy il gioco dell’Italia migliora, ma proprio allora un enorme leggerezza di Bonucci regala la vittoria e lo storico passaggio di turno agli irlandesi.

Finita la fase a gironi, tramonta pure la possibilità di pareggio, con l’eliminazione diretta dagli ottavi le squadre, se nessuno s’imporrà in novanta minuti, avranno diritto ad altri trenta giri d’orologio e poi, col cuore in gola e le gambe stanche, ai calci di rigore.

Ciascun gruppo di quattro ottavi assicurerà prima due semifinaliste e poi una finalista. Da una parte si avrà Svizzera – Polonia/Croazia – Portogallo e quindi Galles – Nordirlanda/ Ungheria – Belgio, da notare che nessuna di queste squadre, ad esclusione del Portogallo che l’ha persa, ha mai giocato una finale, quindi sorprese e novità sono assicurate.

Dall’altra  parte del tabellone tutte le blasonate, dieci titoli, contando gli slovacchi almeno mezzi eredi della vittoria del ’76, sulle quattordici edizioni disputate. Italia – Spagna /Germania – Slovacchia e quindi Francia – Irlanda / Inghilterra – Islanda.

L’affascinante imprevedibilità del calcio è confermata. Pasolini a ragione aveva intuito che il calcio sarebbe stato l’ultimo rito collettivo e l’ultima rappresentazione sacra di una società schiacciata dal consumismo individualista imposto dal pensiero dominante. Favorite sono Germania e Francia, ma non bisogna sottovalutare l’entusiasmo del sogno islandese.

Intanto si sono concluse le semifinali della Coppa America del Centenario. Gli argentini hanno strapazzato gli statunitensi per 4 a 0 e i cileni hanno regolato con un perentorio 2 a 0 i colombiani, si ripeterà così la finale dello scorso anno, per i cileni l’occasione di confermarsi, per gli argentini quella di dimostrare che la vittoria cilena è stata solo una parentesi.

Ultime due considerazioni su Francia – Svizzera. Sette maglie rossocrociate finite a brandelli durante la partita hanno sollevato molti dubbi, scelta ecologica e biodegradabile o solo qualità scadente dovuta alla massimizzazione dei profitti contro i diritti dei lavoratori? In coda alla partita poi un giornalista francese intervista i tifosi e quando una supporter dei transalpini ricorda che i cittadini stanno lottando contro la legge sul lavoro per la quale è in corso in molte categorie uno sciopero generale, le toglie il microfono, perché, poverino, non ha capito che da sempre il calcio è anche politica.