Lista PS al Consiglio di Stato, l’opinione di Nadia Pittà.

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Negli scorsi giorni il Partito Socialista (PS) ha ufficializzato – attraverso il proprio Comitato Cantonale – i nomi dei cinque candidati al Consiglio di Stato (CdS) per l’elezione cantonale del prossimo 10 aprile: i nomi sono il Presidente Manuele Bertoli, il Procuratore Generale (PG) Mario Branda, la co-direttrice della sezione ticinese del Soccorso Operaio Svizzero (SOS) Chiara Orelli Vassere, la municipale di Lugano Nicoletta Mariolini e l’alto funzionario del Dipartimento della Sanità e Socialità (DSS) Roberto Sandrinelli.

Leggendo questi nomi salta immediatamente all’occhio il fatto che – nonostante il PS definisca questa una lista giovane – non c’è nessun under 40 (la meno attempata è Orelli Vassere, classe 1965). Cosa ne pensa Nadia Pittà, che ha da poco lasciato il testimone di coordinatrice di Gioventù Socialista (GISO), movimento giovanile del PS: c’è così poco spazio per i giovani tra i socialisti o non siete riusciti a crescere qualcuno all’altezza?

Una domanda sicuramente opportuna, anche se i motivi che hanno portato la Commissione Cerca a proporre questi nomi sarebbe la stessa Commissione a doverli spiegare. Non tocca a me giustificare questa scelta. Personalmente trovo abbastanza vergognoso che la GISO non sia stata invitata a designare un proprio rappresentante nella Commissione cerca. L’esito sarebbe stato probabilmente diverso. Che vi fosse qualcuno all’altezza non lo escluderei, vedrei bene una discussione a questo proposito al Congresso, visto che ormai il Comitato cantonale per ora è e rimane solo un organo di facciata. Il futuro però lascia ben sperare, anche per la Gioventù socialista: a livello nazionale vi sono candidati preparati, carismatici, assolutamente capaci e pronti per il Nazionale, mentre in Ticino il problema resta la politica dei cadreghini, specialmente tra l’élite del partito. Ecco un potenziale tra i giovani, in cui si vive meno questo attaccamento al potere.

L’altro elemento che risalta leggendo i nomi dei candidati al Governo è l’assenza di persone legate all’associazione Prospettive Socialiste e il sovraffollamento di aderenti a Incontro Democratico (Bertoli, Sandrinelli e Orelli Vassere). Non crede che questa lista abbia escluso totalmente l’area più a sinistra del PS favorendo chi guarda ai radicali, magari in vista di un futuro Partito Democratico all’italiana?

Innanzitutto chiarirei una questione di fondo: il parallelismo tra Incontro Democratico e Prospettive socialiste è superficiale e pretestuoso. Incontro Democratico è un movimento che si rivolge ad interlocutori politici esterni al partito, un movimento sul quale preferisco non esprimermi, in quanto non lo conosco a sufficienza e sinceramente non mi interessa. Ha riscontrato invece la mia attenzione l’idea di Prospettive socialiste, una corrente interna al partito che promuove approfondimenti, proposte e dibattito che mi permettono di crescere; un’opportunità questa che raccoglie l’interesse di numerose compagne e compagni, tra questi anche chi non si sente spesso rappresentato dai modi e/o dalle proposte dell’élite del partito. Che all’interno di un partito vi siano sensibilità, opinioni e anche correnti diverse non è nulla di nuovo, lo si è visto in passato e lo si riscontra a diversi livelli partitici, ad esempio anche al Congresso nazionale del PSS tenutosi lo scorso fine settimana a Losanna. Il dibattito interno al partito è a mio avviso sinonimo di capacità di crescita, un partito che non discute a mio avviso sopravvive, o peggio ancora non vive. Prospettive socialiste offre e promuove invece un’opportunità di discussione interna che trovo estremamente lungimirante e valorizzare un sano confronto interno è salutare per il Partito socialista, anche per i giovani. Chi evita o teme la discussione, nuoce alla crescita del partito, indipendentemente dalle proprie posizioni politiche. Importanti sono e restano comunque gli obiettivi e gli argomenti in una discussione (le persone passano a mio avviso in secondo piano), come anche assicurarsi che nel confronto non si manchi di rispetto reciproco e che l’orientamento di ogni proposta e decisione politica sia coerente con i valori e i principi del partito. Ecco perché ho reputato estremamente importante l’attuale discussione sul programma del partito e per quanto concerne l’esito, posso ritenermi molto soddisfatta. Sia la GISO (cantonale e nazionale), che Prospettive socialiste hanno promosso parecchio la discussione su questo testo e gli argomenti hanno trovato un buon riscontro. Questo è quello che mi interessa. In merito poi a chi porterà avanti il progetto e i valori socialisti in Consiglio di Stato, cosa dire, le candidate e i candidati in lista si differenziano tra loro per carisma, sensibilità, opinioni, esperienze personali e politiche. Da qui a ridurre il tutto all’attribuzione ad uno o all’altro movimento la trovo una scelta alquanto riduttiva e discutibile, ciò nonostante questo sarà uno dei numerosi criteri che mi farà propendere per l’una o per l’altro candidato. Accattivante sarà sentire le opinioni di ognuno di loro, su uno o l’altro tema …e a questo proposito spero che la GISO sottoponga alle candidate e ai candidati una bella lista di domande che permettano di far luce sulla loro indole politica e umana. Partito Democratico all’italiana? Rispondo in modo sintetico: spero non si debba mai arrivare in Svizzera ad una situazione di bipartitismo all’italiana, indipendentemente dai personaggi, ritengo che la molteplicità (“Vielfältigkeit”) di posizioni partitiche giovi maggiormente alla discussione e alla crescita di un Paese.

Al momento in cui Patrizia Pesenti annunciò di non più volersi candidare, Bertoli disse che la lista socialista al Governo sarebbe stata di battaglia. Non sembra invece che con la promessa di un posto in Consiglio Nazionale a Raoul Ghisletta, Bertoli sia riuscito a fare una lista su misura per la sua elezione, tanto da affermare che se non siederà a Palazzo delle Orsoline lascerà la politica attiva?

Forse questa domanda andrebbe posta alla Commissione Cerca del PS e allo stesso Bertoli. Certo non mi piacciono, come non mi sono piaciuti in passato, i ricatti di qualche arrivista spudorato, che  ragiona appunto unicamente in funzione dei cadreghini. In merito all’osservazione di Bertoli non la conoscevo: indipendentemente dal risultato, una certa aria nuova farà bene anche al Partito socialista ticinese.

Come detto nelle domande precedenti, fuori i giovani, fuori l’ala sinistra, fuori candidati che possono impensierire il Presidente: ma siete sicuri di riuscire a confermare il DSS? Non avete paura del fatto che con tutte queste esclusioni e la partecipazione all’elezione per il Governo di altre due liste di sinistra – I Verdi da un lato e l’alleanza tra il Partito Comunista e il Movimento per il Socialismo dall’altro – possiate fare una magra figura?

Una magra figura non penso, aspettiamo di sentire le candidate e i candidati durante la campagna elettorale, penso che i giochi non siano ancora fatti. Premettendo inoltre che la lista propone a mio avviso anche personalità  tutt’altro che scontate e deboli, meritevoli  di un posto in Consiglio di Stato almeno quanto Pesenti, vi invito a non legge il tutto in funzione di Manuele Bertoli. Se poi a sinistra si riuscirà ad arrivare ad un posticino in Consiglio di Stato, spero tanto che a pagarne le spese sia la Destra, non il Partito socialista, altrimenti saremo in tanti a rimpiangere Pesenti e questo sinceramente spero non sia il caso. E comunque vadano le cose: Forza Sinistra!!!