Cooperazione artistica: il governo russo interessato a promuovere il cinema a Locarno.

in Speciale Pardo 2013/Ticino e Svizzera di
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N. Borodachev con A. Sciolli e J. Olaniszyn

Una conferenza stampa svoltasi negli scorsi giorni al centro culturale locarnese “Il Rivellino” ha attirato l’attenzione di un folto numero di giornalisti e di cinefili. Arminio Sciolli, portavoce del piccolo ma attivissimo ente di Via al Castello a Locarno ha salutato i presenti e ha ricordato il legame che “Il Rivellino” intrattiene con Cina, Ucraina e Russia, tentando di migliorare la cooperazione artistica e l’interscambio culturale. Un impegno notevole quello de “Il Rivellino” che, con pochi mezzi, svolge un importante ruolo per la regione costruendo relazioni che spesso gli amministratori comunali ticinesi nemmeno si sognano, mancando ad essi una solida formazione politica che gli permette quel minimo di lungimiranza che tanto bene farebbe all’intero paese.

Il direttore del Gosfilmofond - (c) M. Mikelin 2013
Il direttore di Gosfilmofond – (c) Mikelin 2013

Ospite d’onore di quest’anno – dopo una mostra sulla beat generation allestita negli spazi del “Rivellino” – è stato Nikolai Borodachev, direttore del Gosfilmofond la cineteca statale russa (e prima sovietica), accompagnato da un folto gruppo di collaboratori. Borodachev, che ha pure avuto un breve scambio di opinioni con i rappresenti del Partito Comunista della Svizzera Italiana,  ha ricoperto incarichi di primo piano in passato nel Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), divenendo pure vice-ministro della ex-Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan. Non a caso ha esordito ricordando il ruolo storico di Josif Stalin – il cui ritratto compariva per l’occasione nella sala del Rivellino – nel fondare il Gosfilmofond.

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Premio “Boccalino d’oro” 2013

La presenza a Locarno della delegazione russa era solo occasionale? A chiederlo è stato Ugo Brusaporco, critico cinematografico de “laRegione Ticino” e presidente del “Boccalino d’oro”, il premio della critica indipendente che il Festival del Film non riconosce, ma che fu ideato – come ha ricordato – “insieme a Marco Müller pensando a un riconoscimento che intendeva avvicinare anche il ‘popolo’ alla manifestazione filmica di Locarno”. L’ospite moscovita ha risposto facendo intendere che la cineteca russa potrebbe essere interessata a finanziare la realizzazione della Casa del cinema a Locarno dopo aver discusso nei giorni scorsi con il sindaco di Locarno Carla Speziali, e che in ogni caso – con o senza palazzetto del film – il Gosfilmofond intende lavorare con regolarità con la città sul Verbano, realizzando forse una scuola di cinema e continuando le ottime relazioni con “Il Rivellino”.

Borodachev con F. Maire (Cineteca Svizzera)
Borodachev con F. Maire (Cineteca Svizzera)

Va infatti detto che il Gosfilmofond, l’archivio del cinema più importante del mondo e che detiene anche copie di pellicole svizzere introvabili nel nostro Paese, è stato portato a Locarno non certo per meriti di chissà quale municipale o sindaco, ma solamente grazie ai curatori del “Rivellino”, ossia Arminio e Paolo Sciolli nonché Jean Olaniszyn, che dispongono di contatti privilegiati decennali con le massime istituzioni russe e non solo.

Nikolai Borodachev ha poi espresso alcune considerazioni politiche lodando la rassegna cinematografica locarnese, dove a suo dire non vi sarebbero “doppi standard” morali e diktat ideologici: esistono infatti Festival dove passano solo film di registi interessati a far soldi e che dipingono a tinte fosche il proprio paese per compiacere le potenze imperialiste. Il direttore di Gosfilmofond ha spiegato esplicitamente come funziona: “tu regista fai un film contro la tua patria la cui sovranità ci dà fatidio e noi ti paghiamo lautamente e ti diamo accesso ad ampie fette di mercato”. Esattamente quello che succedeva prima con la giornalista russa Anna Politkovskaja oppure oggi con la blogger cubana Yoani Sanchez, pagata per parlare male del proprio paese considerato “canaglia” da parte di Washington. Ma tutto questo a Locarno non esisterebbe, secondo il russo.

E per onorare a ciò Borodachev ha affermato di voler contribuire a creare sempre nuove vie per i rapporti diplomatici fra Svizzera e Russia, le cui prime relazioni ufficiali risalgono a quasi 200 anni fa. Egli ha pure ricordato che nella casa di fronte a “Il Rivellino” aveva abitato il rivoluzionario Nikolaj Bakunin che andrà celebrato.

Dopo Sciolli e Borodachev è intervenuto anche Davide Rossi direttore del Centro Studi “Anna Seghers” di Milano, anche lui di casa al “Rivellino” (dove ha tenuto di recente due conferenze, una sul cosmonauta sovietico Juri Gagarin e una sulla poesia comunista di Umberto Saba). Rossi ha auspicato, fra lo stupore dei giornalisti ticinesi presenti, uno spazio per incentivare lo studio della cinematografia socialista e della ex-URSS in particolare, un “patrimonio della cultura mondiale che va fatto conoscere”.

Borodachev con i comunisti ticinesi
Borodachev con Massimiliano Ay e Simone Romeo – (c) Mikelin 2013

In sala era presente Massimiliano Ay, segretario politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana, Drago Stevanovic, critico cinematografico ticinese ma con un passato quale funzionario della Gioventù Comunista nella ex-Jugoslavia, e il giornalista Alberto Castellano, conoscitore dei paesi dell’Est Europa e inviato dalla redazione del quotidiano marxista italiano “Il Manifesto”. Non mancavano neppure i rappresenti delle istituzioni: in sala era presente il municipale di Locarno Silvano Bergonzoli, membro della Lega dei Ticinesi e possibile referendista contro la costruzione della Casa del cinema, così come Simone Romeo, consigliere comunale del Partito Comunista che,  pur non contestando in sé l’idea di un tale struttura, si era espresso criticamente sul progetto specifico: in modo particolare i dubbi dei comunisti sul Palazzetto del film riguardavano il ruolo dei privati, specialmente della Fondazione Stella Chiara, nonché il piano elenfatiaco del Municipio. Il sindaco cittadino, la liberale Speziali, assente in conferenza stampa, è giunta solo successivamente portando un saluto durante la premiazione e la consegna del “Boccalino d’oro” ad alcuni attori e registi, dove ha brindato con della vodka assieme ai presenti.