“Les grandes Ondes”: una commedia politica svizzera-francese-portoghese

in Speciale Pardo 2013 di

vitali_marxQuesta commedia piuttosto divertente ha il potere di trasportarci negli anni ’70, mostrandoci un Portogallo ancora molto rurale ed allo stesso tempo mostrandoci la mentalità molto conservatrice degli svizzeri. Infatti all’inizio del film il consigliere federale che decide di far girare un servizio sugli aiuti allo sviluppo svizzeri in Portogallo, definisce lo stesso ”paese sottosviluppato, ma simpatico”, un chiaro atteggiamento di superiorità in pieno stile colonialista. Il film verterà pertanto sulla visita di tre giornalisti della radio romanda in Portogallo allo scopo sopracitato di mostrare l’aiuto svizzero allo sviluppo.

Ad un tratto del film scoppia una lite fra una giornalista del gruppo (Julie) femminista e Cauvin un reporter di guerra abbastanza attempato, lite vertente appunto sulla questione femminile, ci viene quindi mostrata una mentalità svizzera che non ha ancora evidentemente digerito i diritti politici delle donne che vengono infatti assegnati a livello federale solo 3 anni prima (1971).
Il film intende quindi criticare tale mentalità conservatrice che sconfina spesso anche nel gretto razzismo e lo fa mettendola in ridicolo. Particolarmente esilarante ad esempio quando i giornalisti in visita ad un impianto di pulizia dell’acqua ed a una scuola scoprono che l’aiuto svizzero fornito alle strutture è decisamente inconsistente (un rubinetto in tutta la scuola).
Lo scapestrato gruppo di giornalisti viene poi a sapere per caso, con un ritardo di parecchie ore, che è scoppiata la rivoluzione per abbattere il fascismo di Salazar (25 aprile 1974), se a ciò sommiamo la convinzione totalmente errata di Cauvin di padroneggiare il portoghese, capiamo che il regista intende dipingere i poveri giornalisti svizzeri come delle persone che si sentono investiti di una certa superiorità in quanto svizzeri, ma che in realtà sono dei poveri ingenui, insomma fanno la figura dei cioccolatai.

Alla fine però quando i protagonisti si ritrovano a Lisbona nel pieno della rivoluzione vengono trascinati della massa nell’entusiasmo della rivoluzione dei garofani.

Sebbene il film ha il merito di saper criticare la mentalità conservatrice svizzera, all’analista politico non possono sfuggire certi elementi di propaganda che vanno a collidere coi fatti storici.
Infatti nel film si cita Soares e il Partito Socialista, tralasciando totalmente Cunhal e il Partito Comunista, i quali sono stati parte integrante del movimento che ha posto fine al fascismo portoghese. Secondariamente alla fine del film si paragona l’abbattimento del fascismo in Portogallo e in Spagna con il rovesciamento degli stati socialisti dell’area sovietica, quando molti comunisti che hanno contribuito al rovesciamento del fascismo sostenevano l’Unione Sovietica, è quindi assurdo mettere sullo stesso piano i movimenti dell’est con quanto accaduto in Portogallo nella rivoluzione dei garofani. Infine poco prima dei titoli di coda si inserisce, a mio giudizio anche piuttosto malamente senza un nesso chiaro con il resto del film, un palese endorsement per il Blocco di Sinistra (partito portoghese del 4%) inquadrando un suo cartellone di propaganda e descrivendo in poche parole la difficile situazione economica di profonda crisi venutasi a creare ai giorni nostri in Portogallo. Mentre il Partito Comunista Portoghese formazione politica che attualmente conta quasi il 10% dei voti non viene minimamente citato.

Francesco Vitali

Questo articolo è stato pubblicato originariamente su: TicinoLibero.ch