La base reagisce all’appello degli occupanti zurighesi

in Universitari in lotta di
(c) Foto di Marin Mikelin, 2009

ZURIGO – 400 persone per l’oligopolio delle agenzie di stampa. Quasi 1000 per chi c’era veramente. Questi i numeri di chi ha sfilato sotto la pioggia venerdì 27 novembre per la manifestazione che in qualche modo ha sancito la conclusione dell’occupazione dell’aula più grande dell’ateneo zurighese dopo quasi due settimane di agitazione. La protesta si è infatti spostata, nel frattempo, in un nuovo spazio dell’università, sotto la Polyterasse, dove continuare i dibattiti. La manifestazione è partita dall’edificio principale della scuola e, scortata dalla polizia, ha raggiunto il Bellevue e il Municipio. Presenti a Zurigo una compagine importante di militanti ticinesi sia della Gioventù Comunista sia del SISA.

La protesta degli studenti zurighesi – se possiamo già abbozzare un primissimo timido bilancio – può essere considerata di discreto livello per quanto riguarda la sua durata; la discussione suscitata; e per quanto concerne le rivendicazioni formulate (e la presa di coscienza che ne sta alla base). Il consenso, con alti e bassi (soprattutto nell’ultima fase, per quanto mai calato in modo drastico) ha saputo rivitalizzarsi in modo eccezionale anche a causa alla volontà di raddoppiare le tasse universitarie ai danni degli studenti, una proposta reale avanzata da PLR, PPD, UDC e Verdi Liberali. Ciò è riuscito a dare nuova linfa al movimento e a far capire anche agli studenti meno politicizzati che non si trattava né di fantasia dei “soliti” contestatori, né di ipotesi per un lontano futuro.

Grazie alla buona riuscita del corteo (che ha addirittura visto la partecipazione di più studenti rispetto al 17 novembre scorso), gli studenti sono riusciti a dare una ulteriore dimostrazione di forza alla controparte e ottenere in questo modo una sorta di ufficioso riconoscimento del movimento sia del rettore Fischer, sia della ministra socialdemocratica Aeppli. E’ una prima importante notizia, concreta, che in qualche modo dimostra come un movimento di lotta possa ottenere più risultati che non un’associazione studentesca cristallizzata su eterne posizioni concertative. Si tratta ora di saper mantenere alto il grado di qualità della proposta e di sempre rinnovare la legittimità del movimento da parte della base. Si eviterà così dei ripensamenti nell’autorità politica e scolastica e un sopravvento ingiustificato dello StuRa che si è dimostrato di nuovo come una conchiglia vuota e burocratica.

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