La libertà “democratica” dell’UDC

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Se la dirigenza cantonale del UDC fosse l’immagine del modello di società che vorrebbero creare, ne uscirebbe un risultato davvero penoso. Probabilmente, la concezione democratica della dirigenza “udicina” mal si addice all’aggettivo “democratica” nel nome del proprio partito.
Il presidente Pierre Rusconi ha dimostrato come il vincolo della libertà di espressione sia un optional anche fra i membri che rivestono cariche istituzionali di un certo rilievo. Apprendiamo infatti di come Roberto Nava, Municipale di Vezia per il quale – sia chiaro non nutriamo simpatia alcuna – sia stato escluso dalla lista nazionalista per il Gran Consiglio solo perché colpevole di aver contrastato pubblicamente nelle colonne de “La Regione” la folle politica del proprio presidente Rusconi sulla campagna dei ratti frontalieri.
Roberto Nava è un esponente di “Destra Nazionale” (movimento organicamente alleato all’UDC in alcuni comuni) che sul suo sito si definisce “partito politico di estrema destra sociale”, cioè neo-fascista! In passato lo stesso Municipale di Vezia aveva militato oltre confine nel Movimento Sociale Italiano (erede diretto del regime fascista!). Tuttavia come mai all’UDC andavano bene estremisti di destra neofascisti nelle proprie liste fino a ieri e oggi non più? Questa è l’ennesima prova di come la politica del partito nazionalista sia fuori controllo e pericolosa per principi fondamentali come la libertà d’espressione, l’uguaglianza e il rispetto di chi la pensa diversamente.

Roberto De Tullio (Gioventù Comunista del Mendrisiotto)