La Sinistra combattiva ticinese sarà unita alle prossime elezioni cantonali

in Ticino e Svizzera di

Si è tenuta domenica 10 ottobre 2010 la Conferenza Cantonale del Partito Comunista, riunitasi alla Casa del Popolo di Bellinzona alla presenza di una quarantina di militanti, con moltissimi visi giovani, a dimostrazione di un partito che vuole rinnovarsi e guardare al futuro. Una ventata di aria fresca che si poteva notare a partire dall’Ufficio presidenziale dell’assemblea che, composto oltre che dal presidente del giorno Roberto De Tullio e dal segretario Massimiliano Ay, anche dal membro di segreteria Mattia Tagliaferri e dal coordinatore del movimento giovanile Aris Della Fontana, non superava i 25 anni di età media. La “vecchia guardia” del Partito, rappresentata da Norberto Crivelli, attualmente presidente nazionale del Partito Svizzero del Lavoro e membro dell’Ufficio esecutivo della Sinistra Europea, ha contestato la volontà di “svecchiare” il Partito.

Il documento proposto dal Comitato Cantonale, che prevedeva l’alleanza con i trozkisti del Movimento per il Socialismo (MPS) per l’elezione del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato nell’aprile 2011 (e di cui Sinistra.ch ha parlato qui: http://www.sinistra.ch/?p=1), è stato accolto da una schiacciante maggioranza; mentre l’emendamento di Norberto Crivelli, il quale rifiutava la corsa all’esecutivo e per questo era disposto a chiudere le porte all’MPS, è stato respinto.

Il Partito Socialista (PS) non rappresenterebbe più un partner credibile sinceramente di sinistra, anzi, stando ai comunisti, il sostegno da loro dato al Partito di Manuele Bertoli nella legislatura che si sta per concludere, sarebbe stato mal ripagato dai vertici socialdemocratici, rei di essersi ripiegati sul centro e di essersi “alleati organicamente” con i radicali. Di altro avviso Crivelli, secondo cui i socialdemocratici sarebbero partner coi quali collaborare e a favore dei quali fare “desistenza” per il Consiglio di Stato.

Visto il risultato sorto dal voto dell’assemblea dei militanti comunisti ticinesi, la via per l’unità della sinistra, perlomeno quella combattiva, alle prossime elezioni cantonali sembra abbia registrato un definitivo passo avanti. Chiediamo al segretario Massimiliano Ay se il PS e i Verdi non siano considerabili anch’essi di sinistra? “I Verdi a detta loro si vogliono distinguere dalla sinistra, e il PS più che a sinistra guarda al centro, come la fondazione dell’associazione Incontro Democratico ha dimostrato”. E cosa ne pensa del movimento guidato dal deputato nazionale Josef Zysiadis “La Gauche”? La risposta arriva durante la relazione d’apertura della Conferenza Cantonale: “mentre i lavoratori vengono licenziati dalla Cardinal e il caporalato torna in auge nei cantieri, lui pensa a fare una battaglia da buongustaio contro i fast-food!”, oltre a ciò aggiunge: “So che l’MPS guarda al NPA francese, io francamente non condivido l’impostazione del Nuovo Partito Anticapitalista, perché lo trovo un’estensione della LCR trosksita, ma su una cosa devo dare loro atto, l’NPA nasce in un clima di lotta e con l’intento di organizzare il movimento di opposizione reale che da noi manca ed è quello che non ha capito La Gauche”. L’unità non andrebbe creata per volontà meramente istituzionale, ricorda Ay, essa al contrario “va costruita dal basso, sui luoghi del conflitto sociale e all’interno delle contraddizioni del sistema l’unità d’azione e di programma (nessuna fusione dunque, ndr.) delle forze della sinistra di trasformazione”.

Il Partito Comunista si appresta ora quindi a stabilire nei dettagli i termini della campagna elettorale e la scelta dei candidati con i troskisti già nelle prossime settimane. La plenaria non si è limitata, però, a ribadire la fiducia all’attuale vertice, ma ha più volte sottolineato la necessità per il Partito di radicarsi sul territorio con uno spirito di “indipendenza di classe” – un concetto più volte affermato durante l’assise – e di offrire alla popolazione un’alternativa – profilata e combattiva – al consociativismo partitocratico (da cui la socialdemocrazia non sembra volersi distanziare) che – conclude la nota stampa diramata ieri a conclusione della riunione bellinzonese – “a causa del proprio immobilismo non potrà farci realmente uscire dalla crisi economica che colpisce i lavoratori, la quale viene in questo momento cavalcata solo dalla destra con proposte xenofobe”.