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		<title>Commenti su Amnesty International: un operato molto ambiguo al di là del buonismo. di tommaso</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2058#comment-222</link>
		<dc:creator>tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 00:25:35 +0000</pubDate>
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		<description>Non so per quale motivo, ma la citazione del Rapporto Amnesty sull’Afghanistan è saltata nel copiarla, la riporto qui sotto per completezza:

“Il governo non è stato in grado di affermare lo stato di diritto, né di fornire i servizi basilari a milioni di persone anche nelle zone sotto il suo controllo. […]
Anche nelle zone sotto il controllo del governo è prevalsa l’impunità a ogni livello dell’amministrazione. […]
Sono risultati dilaganti i casi di arresti e detenzioni arbitrarie da parte della polizia e altre agenzie ufficiali di sicurezza, così come di milizie private impiegate per conto delle forze di sicurezza afghane e internazionali. […]
[…] circa il 40% delle vittime civili (795) [del 2008] è stato provocato da operazioni condotte dalle forze di sicurezza afghane e internazionali […]
Bande criminali e gruppi armati (alcuni palesemente alleati con il governo) hanno rapito stranieri e attaccato imprenditori, operatori umanitari, insegnati, progetti di aiuto all’istruzione e scuole allo scopo di destabilizzare la sicurezza e fermare in tutto il paese i tentativi di sviluppo. […]
Le donne sono state soggette a elevati tassi di violenza domestica e hanno avuto scarse, se non nulle, possibilità di ricorso a una protezione legale”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so per quale motivo, ma la citazione del Rapporto Amnesty sull’Afghanistan è saltata nel copiarla, la riporto qui sotto per completezza:</p>
<p>“Il governo non è stato in grado di affermare lo stato di diritto, né di fornire i servizi basilari a milioni di persone anche nelle zone sotto il suo controllo. […]<br />
Anche nelle zone sotto il controllo del governo è prevalsa l’impunità a ogni livello dell’amministrazione. […]<br />
Sono risultati dilaganti i casi di arresti e detenzioni arbitrarie da parte della polizia e altre agenzie ufficiali di sicurezza, così come di milizie private impiegate per conto delle forze di sicurezza afghane e internazionali. […]<br />
[…] circa il 40% delle vittime civili (795) [del 2008] è stato provocato da operazioni condotte dalle forze di sicurezza afghane e internazionali […]<br />
Bande criminali e gruppi armati (alcuni palesemente alleati con il governo) hanno rapito stranieri e attaccato imprenditori, operatori umanitari, insegnati, progetti di aiuto all’istruzione e scuole allo scopo di destabilizzare la sicurezza e fermare in tutto il paese i tentativi di sviluppo. […]<br />
Le donne sono state soggette a elevati tassi di violenza domestica e hanno avuto scarse, se non nulle, possibilità di ricorso a una protezione legale”.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Amnesty International: un operato molto ambiguo al di là del buonismo. di tommaso</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2058#comment-221</link>
		<dc:creator>tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 23:58:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sinistra.ch/?p=2058#comment-221</guid>
		<description>Salve, da socio ed ex-attivista di Amnesty ho analizzato attentamente questo ed altri articoli cercando di verificare le questioni principali.

Premessa: Amnesty è un&#039;organizzazione di grandi dimensioni, a partire dalla base. Renderla perfetta è l&#039;obiettivo; pensare che lo sia, essendo di tali dimensioni, è essere fin troppo ottimisti.
Amnesty non appoggia nessuna forma di governo, e non prende posizione a favore di nessuna fazione in nessun conflitto. La sua posizione è quella del rispetto e della salvaguardia di tutti i diritti presenti nella Dichiarazione Universale; a questo scopo, si rivolge a qualsiasi attore statale e non presente su un territorio, dalla NATO a Assad ad Hamas.
Quello che le viene spesso rimproverato è, se non addirittura l&#039;asservimento (come in quasi tutti gli articoli che ho visto, sostanzialmente derivanti dall&#039;analisi di Tony Cartalucci dell&#039;agosto 2012), comunque la non opposizione all&#039;imperialismo occidentale. Ma questo non è di interesse di Amnesty: per assurdo (ma fino a un certo punto), se tutto il mondo fosse sotto controllo USA, ma ognuno potesse godere di tutti i Diritti Umani, ad Amnesty andrebbe benissimo. Questa è la sua linea: può non piacere, ma non si può pretendere che le sue scelte politiche e mediatiche, se coerenti con essa, siano differenti.
Per sintetizzare, le critiche rivolte all&#039;associazione sono:
- finanziamenti da governi e &quot;lobby&quot;
- leadership USA filo-governo
- fonti non affidabili (ribelli anti-Siria, ecc.)
- campagne appositamente pro-imperialismo USA (che poi è conseguenza e summa delle prime tre).


--- 6. I problemi non sono circoscritti, sono strutturali ---

Amnesty accetta finanziamenti pubblici solo per progetti EDU (Educazione ai Diritti Umani), che sono messi a bilancio come voce a parte; in sostanza, è il singolo progetto ad essere finanziato direttamente, non l&#039;associazione, cioè Amnesty non accetta alcun finanziamento pubblico o da grossi gruppi che sia volto a finanziare le sue attività in modo diretto. La differenza è importante.

Poi, la “vicinanza” con Soros e il dipartimento UK sono deprecabili e da evitare assolutamente. Che questo abbia influenzato il comportamento dei vertici dell&#039;associazione è possibilissimo ma da verificare azione per azione.



--- 5. La nomina di Suzanna Nossel ---

Il fatto che chi ha lavorato per il governo USA (o per qualsiasi governo) possa diventare direttore di sezione (che è un dipendente, tra l&#039;altro, non un volontario) è obiettivamente gravissimo e mina l&#039;indipendenza di Amnesty. La questione della Governance dell&#039;associazione è oggetto di discussione interna a livello globale, se dipendesse da me, a costo di essere meno efficienti, vieterei una cosa del genere, così come qualsiasi deriva verticistica. Ma come per sopra, sebbene la presenza della Nossel dia giustamente adito a sospetti, bisogna vedere azione per azione.

Comunque, a parte che Amnesty USA è un caso particolare per diversi atteggiamenti che ha rispetto alle altre sezioni nazionali e al Segretariato Interazionale (che sta a Londra e che è quello che decide la “linea politica”, non è assolutamente vero che tutto parta dagli USA), che là a livello mediatico facciano leva su ciò che USA e NATO vogliono non posso né smentirlo né negarlo (non ci vivo, e andare sul sito amnestyusa.org non basta; se ci si va ora, in homepage compaiono la campagna per la chiusura di Guantanamo e per l&#039;abolizione della pena di morte, quindi non proprio cose a favore del governo americano, anzi la prima ha portato e porta tuttora accuse ad Amnesty di essere pro Al-Qaida). Quello che so è che, tanto per fare qualche esempio, Amnesty mette in continua evidenzia le violazioni:
- israeliane in Palestina (&lt;a&gt;http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Israele%20e%20Territori%20Palestinesi%20Occupati.pdf&lt;/a&gt;);
- di Shell e Eni in Nigeria (&lt;a&gt;http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2015&lt;/a&gt;);
- della polizia italiana (&lt;a&gt;http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/11/15/28347-amnesty-italia-sugli-scontri-del-14-novembre-loperato-della/&lt;/a&gt;);
- delle milizie post-Gheddafi in Libia (&lt;a&gt;http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/0%252F2%252Ff%252FD.cb427b480a4f0efc5a44/P/BLOB%3AID%3D5790&lt;/a&gt;).

Insomma, posizione non propriamente filo-governi occidentali.


--- 9. Dulcis in fundo…Amnesty International pretende l’invasione della Siria! ---

È vero che quello che i ricercatori Amnesty hanno trovato in Siria è che la maggior parte delle violazioni vengono commesse dal governo Sriano. Il problema è che alcuni di coloro che hanno rimarcato maggiormente gli abusi dell&#039;opposizione, come la Russia, sono gli stessi che rifiutano di deferire la situazione siriana al procuratore della Corte penale internazionale (CPI) così da poter verificare le responsabilità di tutte le parti nella commissione di crimini di diritto internazionale. Ancora di più, la capacità di indagare sulle accuse di abusi da parte dei combattenti dell&#039;opposizione è stata inizialmente ostacolata dal rifiuto delle Siria di concedere ai ricercatori Amnesty l&#039;accesso al Paese e soprattutto di viaggiare in zone della Siria in cui potrebbero trovarsi le vittime dei gruppi armati di opposizione. Tuttavia, quando viene a conoscenza di violazioni dell&#039;opposizione, le comunica, come ad esempio in questo caso: &lt;a&gt;http://www.amnesty.it/news/siria-gruppo-armato-compie-esecuzioni-sommarie-di-soldati-nella-provincia-di-idlib&lt;/a&gt;;
e in questo: &lt;a&gt;http://www.amnesty.it/news/la-protezione-delle-minoranze-deve-essere-una-priorita-nella-fase-di-transizione-della-siria&lt;/a&gt;.

Nonostante tutto questo, Amnesty NON CHIEDE ASSOLUTAMENTE UN INTERVENTO ARMATO in Siria, anzi lo ritiene inutile al momento nell&#039;ottica della protezione dei civili. In conseguenza delle violazioni che ha riscontrato, Amnesty chiede di non rifornire armi all&#039;esercito siriano, ma non ha mai chiesto di rifornire di armi gli oppositori, e anzi invita la comunità internazionale a valutare bene questi rifornimenti secondo determinati criteri, riservandosi di chiedere un embargo totale in caso di violazioni comprovate da parte dell&#039;opposizione che costituiscano crimine di guerra o contro l&#039;umanità. Le cose che Amnesty chiede, nel caso dell&#039;applicazione del “piano di 6 punti” dell&#039;Onu, sono la priorità ai diritti umani e una Missione non armata di supervisione di supervisione con risorse adeguate e con una forte componente sui diritti umani: &lt;a&gt;http://www.amnesty.it/mena/Siria&lt;/a&gt;.

--- 2. Il caso dell’Afghanistan ---

I cartelloni, ma soprattutto l&#039;invito alla Albright (e non solo, purtroppo...) sono bruttissime scivolate da parte di Amnesty USA, ma Amnesty NON È né a favore né contro il mantenimento nel paese della forza NATO: &lt;a&gt;http://blog.amnestyusa.org/asia/we-get-it/&lt;/a&gt;. Ripeto, Amnesty USA è un caso particolare, ma dal chiedere progressi sulla condizione delle donne nei luoghi in cui si discute di Afghanistan all&#039;appoggiare l&#039;occupazione NATO ce ne passa...
Che le posizioni di Amnesty e NATO possano coincidere non vuol dire che Amnesty non faccia notare cosa non va. La “voce ufficiale” di Amnesty, più di qualsiasi cartellone o congresso, è il Rapporto annuale sui Diritti Umani, che è un riassunto, paese per paese, di tutte le violazioni e dei relativi rapporti che Amnesty pubblica. A casa ho quello del 2009, ma in rete si trovano tranquillamente quelli successivi ( &lt;a&gt;http://www.amnesty.it/rapporti-annuali.html&lt;/a&gt;), e tra l&#039;altro sta per uscire quello 2013. In questo del 2009 ci sono 6 pagine sull&#039;Afghanistan (sono i riportati anche i nomi di NOVE rapporti fino a quel momento pubblicati sul paese); qui riporto qualche estratto inerente le forze di occupazione e il nuovo governo appoggiato dalla NATO:
&lt;&gt;.
Questo il quadro descritto da Amnesty dopo 7 anni di occupazione, un quadro devastante. Mettere in risalto i dati positivi e chiedere ulteriori progressi per le donne non mi sembra possa essere considerato filo-occupazione. Come dicevo, quello che deve essere chiaro è che Amnesty si rivolge a tutti gli attori statali e non presenti sul territorio, quindi anche alla NATO; tanto per capirci, le sue richieste le fa pure ad Hamas, cosa che praticamente non fa buona parte della comunità internazionale...



--- 4. Un trattato che merita approfondimenti ---

Questa qui sopra è un&#039;interpretazione plausibile, ma che le armi leggere siano utilizzate dalle milizie al soldo dei signori della guerra, tra le quali il fenomeno dei bambini soldato è dilagante, è un dato di fatto. La campagna mira a quello ( &lt;a&gt;http://www.amnesty.it/storie-di-successo/control-arms&lt;/a&gt;), e mi sembra eccessivo pensare che ciò vieti a nazioni come l&#039;Iran di armarsi per fronteggiare Israele e Usa...


--- 7. La prima guerra del Golfo ---

Mi è difficile trovare informazioni al riguardo. Qui per esempio dice che Amnesty ammise l&#039;errore dopo la guerra: &lt;a&gt;http://www.guerrepace.org/pagine/161garuti.html&lt;/a&gt;. Sinceramente non so che dire, non so chi gestisse l&#039;organizzazione ai tempi, quale fosse la posizione ufficiale, ecc. ecc.. Quello che so è che Amnesty si è opposta all&#039;ultima guerra all&#039;Iraq, e che per esempio ha smentito che attualmente siano state usate armi chimiche in Siria, pretesto per l&#039;invasione USA in Iraq.


Insomma, in definitiva mi pare chiaro che la linea di Amnesty non sia univoca, ma appare abbastanza coerente nel non schierarsi nei conflitti e nel verificare per ogni attore coinvolto, occidentale o no, le violazioni commesse. Che tutto questo possa non piacere ci sta, ma quello che è stato evidenziato da Tony Catalucci e non solo, se non direttamente smentibile, non sembra comunque sufficiente per minare la credibilità dell&#039;associazione in materia di violazione dei diritti umani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, da socio ed ex-attivista di Amnesty ho analizzato attentamente questo ed altri articoli cercando di verificare le questioni principali.</p>
<p>Premessa: Amnesty è un&#8217;organizzazione di grandi dimensioni, a partire dalla base. Renderla perfetta è l&#8217;obiettivo; pensare che lo sia, essendo di tali dimensioni, è essere fin troppo ottimisti.<br />
Amnesty non appoggia nessuna forma di governo, e non prende posizione a favore di nessuna fazione in nessun conflitto. La sua posizione è quella del rispetto e della salvaguardia di tutti i diritti presenti nella Dichiarazione Universale; a questo scopo, si rivolge a qualsiasi attore statale e non presente su un territorio, dalla NATO a Assad ad Hamas.<br />
Quello che le viene spesso rimproverato è, se non addirittura l&#8217;asservimento (come in quasi tutti gli articoli che ho visto, sostanzialmente derivanti dall&#8217;analisi di Tony Cartalucci dell&#8217;agosto 2012), comunque la non opposizione all&#8217;imperialismo occidentale. Ma questo non è di interesse di Amnesty: per assurdo (ma fino a un certo punto), se tutto il mondo fosse sotto controllo USA, ma ognuno potesse godere di tutti i Diritti Umani, ad Amnesty andrebbe benissimo. Questa è la sua linea: può non piacere, ma non si può pretendere che le sue scelte politiche e mediatiche, se coerenti con essa, siano differenti.<br />
Per sintetizzare, le critiche rivolte all&#8217;associazione sono:<br />
- finanziamenti da governi e &#8220;lobby&#8221;<br />
- leadership USA filo-governo<br />
- fonti non affidabili (ribelli anti-Siria, ecc.)<br />
- campagne appositamente pro-imperialismo USA (che poi è conseguenza e summa delle prime tre).</p>
<p>&#8212; 6. I problemi non sono circoscritti, sono strutturali &#8212;</p>
<p>Amnesty accetta finanziamenti pubblici solo per progetti EDU (Educazione ai Diritti Umani), che sono messi a bilancio come voce a parte; in sostanza, è il singolo progetto ad essere finanziato direttamente, non l&#8217;associazione, cioè Amnesty non accetta alcun finanziamento pubblico o da grossi gruppi che sia volto a finanziare le sue attività in modo diretto. La differenza è importante.</p>
<p>Poi, la “vicinanza” con Soros e il dipartimento UK sono deprecabili e da evitare assolutamente. Che questo abbia influenzato il comportamento dei vertici dell&#8217;associazione è possibilissimo ma da verificare azione per azione.</p>
<p>&#8212; 5. La nomina di Suzanna Nossel &#8212;</p>
<p>Il fatto che chi ha lavorato per il governo USA (o per qualsiasi governo) possa diventare direttore di sezione (che è un dipendente, tra l&#8217;altro, non un volontario) è obiettivamente gravissimo e mina l&#8217;indipendenza di Amnesty. La questione della Governance dell&#8217;associazione è oggetto di discussione interna a livello globale, se dipendesse da me, a costo di essere meno efficienti, vieterei una cosa del genere, così come qualsiasi deriva verticistica. Ma come per sopra, sebbene la presenza della Nossel dia giustamente adito a sospetti, bisogna vedere azione per azione.</p>
<p>Comunque, a parte che Amnesty USA è un caso particolare per diversi atteggiamenti che ha rispetto alle altre sezioni nazionali e al Segretariato Interazionale (che sta a Londra e che è quello che decide la “linea politica”, non è assolutamente vero che tutto parta dagli USA), che là a livello mediatico facciano leva su ciò che USA e NATO vogliono non posso né smentirlo né negarlo (non ci vivo, e andare sul sito amnestyusa.org non basta; se ci si va ora, in homepage compaiono la campagna per la chiusura di Guantanamo e per l&#8217;abolizione della pena di morte, quindi non proprio cose a favore del governo americano, anzi la prima ha portato e porta tuttora accuse ad Amnesty di essere pro Al-Qaida). Quello che so è che, tanto per fare qualche esempio, Amnesty mette in continua evidenzia le violazioni:<br />
- israeliane in Palestina (<a>http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Israele%20e%20Territori%20Palestinesi%20Occupati.pdf</a>);<br />
- di Shell e Eni in Nigeria (<a>http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2015</a>);<br />
- della polizia italiana (<a>http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/11/15/28347-amnesty-italia-sugli-scontri-del-14-novembre-loperato-della/</a>);<br />
- delle milizie post-Gheddafi in Libia (<a>http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/0%252F2%252Ff%252FD.cb427b480a4f0efc5a44/P/BLOB%3AID%3D5790</a>).</p>
<p>Insomma, posizione non propriamente filo-governi occidentali.</p>
<p>&#8212; 9. Dulcis in fundo…Amnesty International pretende l’invasione della Siria! &#8212;</p>
<p>È vero che quello che i ricercatori Amnesty hanno trovato in Siria è che la maggior parte delle violazioni vengono commesse dal governo Sriano. Il problema è che alcuni di coloro che hanno rimarcato maggiormente gli abusi dell&#8217;opposizione, come la Russia, sono gli stessi che rifiutano di deferire la situazione siriana al procuratore della Corte penale internazionale (CPI) così da poter verificare le responsabilità di tutte le parti nella commissione di crimini di diritto internazionale. Ancora di più, la capacità di indagare sulle accuse di abusi da parte dei combattenti dell&#8217;opposizione è stata inizialmente ostacolata dal rifiuto delle Siria di concedere ai ricercatori Amnesty l&#8217;accesso al Paese e soprattutto di viaggiare in zone della Siria in cui potrebbero trovarsi le vittime dei gruppi armati di opposizione. Tuttavia, quando viene a conoscenza di violazioni dell&#8217;opposizione, le comunica, come ad esempio in questo caso: <a>http://www.amnesty.it/news/siria-gruppo-armato-compie-esecuzioni-sommarie-di-soldati-nella-provincia-di-idlib</a>;<br />
e in questo: <a>http://www.amnesty.it/news/la-protezione-delle-minoranze-deve-essere-una-priorita-nella-fase-di-transizione-della-siria</a>.</p>
<p>Nonostante tutto questo, Amnesty NON CHIEDE ASSOLUTAMENTE UN INTERVENTO ARMATO in Siria, anzi lo ritiene inutile al momento nell&#8217;ottica della protezione dei civili. In conseguenza delle violazioni che ha riscontrato, Amnesty chiede di non rifornire armi all&#8217;esercito siriano, ma non ha mai chiesto di rifornire di armi gli oppositori, e anzi invita la comunità internazionale a valutare bene questi rifornimenti secondo determinati criteri, riservandosi di chiedere un embargo totale in caso di violazioni comprovate da parte dell&#8217;opposizione che costituiscano crimine di guerra o contro l&#8217;umanità. Le cose che Amnesty chiede, nel caso dell&#8217;applicazione del “piano di 6 punti” dell&#8217;Onu, sono la priorità ai diritti umani e una Missione non armata di supervisione di supervisione con risorse adeguate e con una forte componente sui diritti umani: <a>http://www.amnesty.it/mena/Siria</a>.</p>
<p>&#8212; 2. Il caso dell’Afghanistan &#8212;</p>
<p>I cartelloni, ma soprattutto l&#8217;invito alla Albright (e non solo, purtroppo&#8230;) sono bruttissime scivolate da parte di Amnesty USA, ma Amnesty NON È né a favore né contro il mantenimento nel paese della forza NATO: <a>http://blog.amnestyusa.org/asia/we-get-it/</a>. Ripeto, Amnesty USA è un caso particolare, ma dal chiedere progressi sulla condizione delle donne nei luoghi in cui si discute di Afghanistan all&#8217;appoggiare l&#8217;occupazione NATO ce ne passa&#8230;<br />
Che le posizioni di Amnesty e NATO possano coincidere non vuol dire che Amnesty non faccia notare cosa non va. La “voce ufficiale” di Amnesty, più di qualsiasi cartellone o congresso, è il Rapporto annuale sui Diritti Umani, che è un riassunto, paese per paese, di tutte le violazioni e dei relativi rapporti che Amnesty pubblica. A casa ho quello del 2009, ma in rete si trovano tranquillamente quelli successivi ( <a>http://www.amnesty.it/rapporti-annuali.html</a>), e tra l&#8217;altro sta per uscire quello 2013. In questo del 2009 ci sono 6 pagine sull&#8217;Afghanistan (sono i riportati anche i nomi di NOVE rapporti fino a quel momento pubblicati sul paese); qui riporto qualche estratto inerente le forze di occupazione e il nuovo governo appoggiato dalla NATO:<br />
&lt;&gt;.<br />
Questo il quadro descritto da Amnesty dopo 7 anni di occupazione, un quadro devastante. Mettere in risalto i dati positivi e chiedere ulteriori progressi per le donne non mi sembra possa essere considerato filo-occupazione. Come dicevo, quello che deve essere chiaro è che Amnesty si rivolge a tutti gli attori statali e non presenti sul territorio, quindi anche alla NATO; tanto per capirci, le sue richieste le fa pure ad Hamas, cosa che praticamente non fa buona parte della comunità internazionale&#8230;</p>
<p>&#8212; 4. Un trattato che merita approfondimenti &#8212;</p>
<p>Questa qui sopra è un&#8217;interpretazione plausibile, ma che le armi leggere siano utilizzate dalle milizie al soldo dei signori della guerra, tra le quali il fenomeno dei bambini soldato è dilagante, è un dato di fatto. La campagna mira a quello ( <a>http://www.amnesty.it/storie-di-successo/control-arms</a>), e mi sembra eccessivo pensare che ciò vieti a nazioni come l&#8217;Iran di armarsi per fronteggiare Israele e Usa&#8230;</p>
<p>&#8212; 7. La prima guerra del Golfo &#8212;</p>
<p>Mi è difficile trovare informazioni al riguardo. Qui per esempio dice che Amnesty ammise l&#8217;errore dopo la guerra: <a>http://www.guerrepace.org/pagine/161garuti.html</a>. Sinceramente non so che dire, non so chi gestisse l&#8217;organizzazione ai tempi, quale fosse la posizione ufficiale, ecc. ecc.. Quello che so è che Amnesty si è opposta all&#8217;ultima guerra all&#8217;Iraq, e che per esempio ha smentito che attualmente siano state usate armi chimiche in Siria, pretesto per l&#8217;invasione USA in Iraq.</p>
<p>Insomma, in definitiva mi pare chiaro che la linea di Amnesty non sia univoca, ma appare abbastanza coerente nel non schierarsi nei conflitti e nel verificare per ogni attore coinvolto, occidentale o no, le violazioni commesse. Che tutto questo possa non piacere ci sta, ma quello che è stato evidenziato da Tony Catalucci e non solo, se non direttamente smentibile, non sembra comunque sufficiente per minare la credibilità dell&#8217;associazione in materia di violazione dei diritti umani.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su L’Internazionale Socialista è …roba vecchia. Parola del suo vicepresidente! di L’Internazionale socialista verso la scissione? Anche il PSS potrebbe abbandonarla…</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=1534#comment-212</link>
		<dc:creator>L’Internazionale socialista verso la scissione? Anche il PSS potrebbe abbandonarla…</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 09:36:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] nel gennaio 2012 il nostro portale raccontava in questo articolo come vi fossero movimenti atti a distruggere dall&#8217;interno l&#8217;Internazionale Socialista [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] nel gennaio 2012 il nostro portale raccontava in questo articolo come vi fossero movimenti atti a distruggere dall&#8217;interno l&#8217;Internazionale Socialista [...]</p>
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		<title>Commenti su Elezione popolare del Consiglio federale: sì dai comunisti, no dal centrosinistra di mariopiromallo</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2824#comment-211</link>
		<dc:creator>mariopiromallo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2013 21:44:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Menu Vai al contenuto HomeAbout       Standard  maggio 26, 2013 Lascia un commento Politica, Uncategorized    http://www.sinistra.ch/?p=2824 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Menu Vai al contenuto HomeAbout       Standard  maggio 26, 2013 Lascia un commento Politica, Uncategorized    <a href="http://www.sinistra.ch/?p=2824" rel="nofollow">http://www.sinistra.ch/?p=2824</a> [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Elezioni di Lugano: anche gli studenti dicono la loro e lanciano il &#8220;#pattoscuola&#8221; di Primo maggio a Lugano: i comunisti spingono per l’unità, i socialisti lodano Keynes e gli anarchici creano scompiglio</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2748#comment-210</link>
		<dc:creator>Primo maggio a Lugano: i comunisti spingono per l’unità, i socialisti lodano Keynes e gli anarchici creano scompiglio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:56:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] e a favore della scuola pubblica, come Sinistra.ch aveva già riferito in questo articolo: link. Quest’anno gli studenti hanno pure gestito una bancarella informativa in piazza assieme ad altre [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] e a favore della scuola pubblica, come Sinistra.ch aveva già riferito in questo articolo: link. Quest’anno gli studenti hanno pure gestito una bancarella informativa in piazza assieme ad altre [...]</p>
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		<title>Commenti su Impegno civico, sportivo e a favore della natura: Demis Fumasoli si candida a Lugano di Due comunisti entrano in Consiglio comunale! &#124; Sezione Luganese del Partito Comunista</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2769#comment-208</link>
		<dc:creator>Due comunisti entrano in Consiglio comunale! &#124; Sezione Luganese del Partito Comunista</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 22:24:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ben due comunisti. Ad accedere alla carica istituzionale sono il già Consigliere comunale a Cadro Demis Fumasoli e il sindacalista studentesco nonché candidato al Municipio Edoardo Cappelletti, il quale [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ben due comunisti. Ad accedere alla carica istituzionale sono il già Consigliere comunale a Cadro Demis Fumasoli e il sindacalista studentesco nonché candidato al Municipio Edoardo Cappelletti, il quale [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Questione curda in Turchia: i problemi del separatismo etnico e un programma di fase per i comunisti di Questione curda in Turchia: i problemi del separatismo etnico e un programma di fase per i comunisti &#124; In difesa del Kemalismo</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2633#comment-207</link>
		<dc:creator>Questione curda in Turchia: i problemi del separatismo etnico e un programma di fase per i comunisti &#124; In difesa del Kemalismo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 02:57:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] a leggere su Sinistra.ch  Share this:TwitterFacebookMi piace:Mi piace Caricamento...    Inviato su Analisi e storia, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] a leggere su Sinistra.ch  Share this:TwitterFacebookMi piace:Mi piace Caricamento&#8230;    Inviato su Analisi e storia, [...]</p>
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		<title>Commenti su Obama soffre di &#8230;&#8221;coreanite&#8221; di Fra il “Caro Leader” coreano e il “Calvo Leader” ticinese. Scambio di battute fra ecologisti e comunisti ticinesi.</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2726#comment-206</link>
		<dc:creator>Fra il “Caro Leader” coreano e il “Calvo Leader” ticinese. Scambio di battute fra ecologisti e comunisti ticinesi.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 01:32:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] degli Stati Uniti. Il nostro portale ha più volte dato spazio a riflessioni di altro genere (leggi), dove si invitava a maggior senso critico e a una visione meno manicheista del problema: non [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] degli Stati Uniti. Il nostro portale ha più volte dato spazio a riflessioni di altro genere (leggi), dove si invitava a maggior senso critico e a una visione meno manicheista del problema: non [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Fare lezione in un cantiere aperto, fra gelo e polvere. Gli studenti di Chiasso si ribellano: interviene il SISA. di Elezioni di Lugano: anche gli studenti dicono la loro e lanciano il &#8220;#pattoscuola&#8221;</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=1602#comment-205</link>
		<dc:creator>Elezioni di Lugano: anche gli studenti dicono la loro e lanciano il &#8220;#pattoscuola&#8221;</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 00:06:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] del Centro Professionale Commerciale (CPC) di Chiasso (su cui anche Sinistra.ch aveva riferito: leggi), in cui gli allievi devono convivere con un cantiere. Oppure ancora l&#8217;Istituto Cantonale di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] del Centro Professionale Commerciale (CPC) di Chiasso (su cui anche Sinistra.ch aveva riferito: leggi), in cui gli allievi devono convivere con un cantiere. Oppure ancora l&#8217;Istituto Cantonale di [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su A capo del Vaticano è stato eletto l&#8217;ambiguo cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio di Non è questa la Chiesa dei poveri &#124; Justicia Economica Global</title>
		<link>http://www.sinistra.ch/?p=2662#comment-203</link>
		<dc:creator>Non è questa la Chiesa dei poveri &#124; Justicia Economica Global</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 20:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il lato oscuro di Jorge Mario Bergoglio: &#8220;Colluso con la dittatura argentina&#8221; A capo del Vaticano è stato eletto l’ambiguo cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio &#8211; Si... Teologia della Liberazione, dizionario del pensiero cristiano alternativo &#8211; eresie.it La [...]</description>
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